martedì 10 luglio 2018

Problema 4G Iliad con LG G2


Più che un’Esperienza Utile questa è la rilevazione di un problema.

Ho un LG G2 (conosciuto anche come D802) con Android KitKat 4.4.2, e avevo una SIM di Tre con la quale potevo andare in 4G. Sono passato a Iliad facendo la portabilità del numero. Mettendo la SIM Iliad nel LG G2 non si vede più la voce di menù che permette di scegliere il 4G.



La mia vecchia SIM Tre è ovviamente disattivata, ma mettendo una SIM TIM che mi hanno prestato vedo nuovamente la voce di menù del 4G, quindi sembra che il telefono non riconosca la SIM Iliad come una SIM che può andare in 4G, quindi un problema di compatibilità tra la SIM Iliad e il telefono LG G2 oppure con la versione di Android (se fosse la versione di Android però credo che ci sarebbero molti più casi e si troverebbero più info in rete, invece non si trova nulla, quindi è più probabile che sia un problema con il LG G2, che è un telefono del 2013 e quindi ne saranno rimasti pochi in giro).

Ho chiamato il 177 per chiedere se erano a conoscenza di problemi di incompatibilità, ma non gli risulta; hanno provato a farmi rifare l’APN settando solo 2 parametri (il Nome “iliad” e APN “iliad”) ma anche così, anche dopo il riavvio, non ci sono stati miglioramenti.

Volevo provare dal sito Iliad, dall’Area Personale, a disattivare e riattivare il 4G ma non si può fare.

Quindi per il momento riporto solo la mia esperienza, ma non ho soluzione; se qualcuno ne ha, è il benvenuto.

In 3G/H/H+ il telefono funziona bene, e la velocità mi sembra buona, peccato che non funzioni il 4G perché l’Offerta è veramente buona. Forse dovrei provare a cambiare la versione di Android alla Lollipop, ma ho un po’ strizza che poi – per avere il 4G – ci siano altre cose che non funzionano più, o che peggiori il consumo della batteria che già adesso con uso intensivo fa fatica.


Update 22/07/2018.

Ho provato anche mettendo una SIM Ho.Mobile e vedo il 4G. 

Il problema è questo: Iliad nelle zone dove non ha sue antenne usa la rete Wind e Wind trasmette il 4G sulla così detta "Banda 20" ovvero a 800 Mhz. Il LG G2 invece non riceve il 4G su 800 Mhz come si piò vedere da questo sito: http://www.deviceranking.it/phone/bands/1502/lg-g2
Appena vado a Milano per lavoro, dove probabilmente c'è copertura di rete Iliad, proverò a vedere se lì funziona, e questa dovrebbe essere la prova del 9.


Update 24/08/2018.

Forse decade il fatto che il LG G2, in versione D802 come il mio, non riceva la Banda 20 a 800 Mhz; infatti da questo sito:

https://m.gsmarena.com/lg_g2-5543.php

risulta che la versione D802 ha anche la Banda 20:

"LTE band 1(2100), 3(1800), 7(2600), 8(900), 20(800) - D802"

Quindi torna non spiegabile perchè io non veda il 4G.

venerdì 11 maggio 2018

Espansore di una Serie Sterzo Filettata


Cosa si può trovare sotto la Pipa di un manubrio di una Bici con la Serie Sterzo Filettata? Come è fatto l’espansore?

Il problema è quando tenendo ferma la ruota, ad esempio tenendola ferma tra le ginocchia, si riesce con un po’ di sforzo a girare il manubrio della bicicletta.

Cercando in giro si trovano video e articoli su come smontare completamente una Serie Sterzo, sia Filettata (vecchio stile) che non (come le bici più tecniche o più moderne). Ma non ho trovato informazioni sull’espansore, su come è fatto, come funziona ecc…
Quindi ho smontato il manubrio e l’ho scoperto da solo.

Premetto che ci saranno varie soluzioni per realizzare questo espansore e quindi quella descritta qui è solo una delle tante, in particolare questo è un manubrio “AXO TRE”, scritta incisa in vari punti, che fa pensare al nome dell’azienda, difficile però da trovare poiché Axo è anche una famosa marca di abbigliamento e materiali per il motocross e quindi le ricerche su Google tendono a dare risultati relativi a quest’ultima.

Questa Pipa è fatta come nell’immagine sottostante:


Sopra c’è un brugola, piuttosto lunga, con la parte terminale filettata. Questa parte terminale si avvita al pezzo sottostante, quello che nell’immagine è grigio chiaro: questo pezzo lo chiamerà impropriamente “espansore” (dico impropriamente, perché penso che gli espansori veri e propri siano fatti in altro modo, ma di fatto anche questo pezzo tende ad espandersi, come vedremo dopo).

Il funzionamento cerco di descriverlo con un disegno molto semplificato:


Figura A: si vede esemplificata la pipa, vista lateralmente, e il pezzo staccato che si trova sotto; l’espansore.

Figura B: in azzurro, ho disegnato la brugola, che si avvita da sopra, e che si aggancia all’espansore.

Figura C: si vede che avvitando la brugola l’espansore sale verso la pipa, fino a quando le due parti oblique arriveranno a toccarsi.

Figura D: stringendo sempre di più la brugola, l’espansore – nel tentativo di avvicinarsi ulteriormente e salire verso l’alto, attirato dalla brugola che lo stringe sempre di più – tende a spostarsi di lato, facendo scivolare le due superfici oblique. Questo scivolamento fa aumentare lo spessore complessivo della pipa+espansore, la quale è inserita in un tubo in cui non c’è molto gioco, e questo aumento dello spessore crea la superficie e la forza di contatto che fa aderire la pipa al tubo nel quale è inserita.

Un meccanismo veramente semplice.

Nel mio caso l’espansore, non so come, era sporco di grasso, e quindi anche se premeva contro la parete interna del tubo, riusciva comunque a girare. Quindi ho pulito sia l’espansore sia l’interno del tubo della serie sterzo, poi ho rimontato tutto e stretto molto forte, in modo che l’espansore – spostandosi dalla verticale della pipa – andasse a premere forte contro la parete interna del tubo e creasse l’attrito richiesto.

ALOE VERA MARRONCINA e MOLLE

Ho preso un "butto" di una Aloe Vera da una mia collega, l'ho messo in un vaso e ha attecchito.

Pensando di fare del bene alla pianta, ho messo il vaso in ufficio, dietro un vetro in cui al mattino c'è sole diretto e al pomeriggio ombra luminosa. I mesi erano i primi dell'anno, quindi con giornate corte e sole pallido (quando c'era).

Dopo alcune settimane l'Aloe ha iniziato a diventare marroncina e molliccia al tatto. Pensavo fosse troppa acqua o poca acqua e non capivo quale delle due. Poi ho visto che la causa poteva essere il sole diretto.

Ho spostato il vaso togliendolo dalla finestra, in modo che sia in ombra luminosa tutto il giorno ma mai colpito dal sole diretto.

Dopo 1 mese i risultati si vedono chiaramente, la pianta è cambiata radicalmente come dalle foto sotto.

Questa è la pianta madre: bella verde e rigogliosa.


Piantina strapiantata dopo essere stata al sole dietro un vetro: come si vede è marroncina, molto diversa dalla madre e da come era quando l'avevo staccata. Inoltre al tatto era molliccia.


Dopo 1 mese che l'ho tolta dal sole è tornata verde, ha fatto nuovi "butti" e direi che sta molto bene.


domenica 25 febbraio 2018

Rubinetti doccia separati; si può sostituirli con un miscelatore?

Il tema è per quelli che hanno una doccia con i rubinetti separati a incasso, e vorrebbero sostituirli con un miscelatore esterno.
Ho fatto varie ricerche su internet ma non ho trovato una trattazione esaustiva, bensì molti frammenti di informazioni, che in questo post cerco di mettere insieme per spiegare l'idea che mi sono fatto.

I disegni che seguono li ho fatti con Paint, quindi la qualità è bassissima, ma servono per spiegare il meccanismo.

La doccia, per capirci, è quella dell'immagine sotto; ci sono 2 manopole separate, e l'acqua esce dall'alto. In alcuni casi in alto ci può essere direttamente il soffione installato nel muro, oppure - come nel caso della foto - un flessibile che poi si appoggia ad un'asta.

La domanda è: si possono rimuovere i rubinetti singoli e installare un miscelatore esterno come quello di questa immagine?

 Vediamo.

Il punto fondamentale è che quando si apre il rubinetto, l'acqua non viene verso di voi, ma va verso il centro e da lì sale lungo un tubo verticale che è nel muro, per poi uscire in alto, come nella foto qui sotto:


 

Il rubinetto quindi serve a bloccare il flusso dell'acqua verso il centro del muro. 

Nei commenti qualcuno mi ha fatto notare che i tubi dell'acqua calda e fredda potrebbero incontrarsi in alto, anzichè in mezzo alle manopole, ovvero come in questa immagine; per il discorso che segue, cambia poco, i due flussi - una volta aperti i rubinetti - si incontrano, e questo può generare il problema, come vedremo in seguito:


 
Se rompeste le mattonnelle e un po' di muro, molto probabilmente trovereste qualcosa come nella foto sotto (la foto è presa da un forum e ringrazio quell'utente la cui spaccata ci ha permesso di vedere cosa si nasconde dietro le piastrelle):


Quando i rubinetti sono chiusi, la situazione è quella di sotto; l'acqua arriva dall'esterno e si ferma contro il "premi-stoppa", cioè contro il pistoncino che c'è dietro al vitone:

Quando il rubinetto viene aperto, l'acqua va verso il centro, si miscela e sale per il tubo verticale che c'è nel muro, per poi uscire in alto:



Provando a fare un disegno, immaginando di vedere l'impianto dall'alto, dovrebbe essere qualcosa come nell'immagine qui sotto; qui i rubinetti sono chiusi, e quindi il pistoncino del vitone blocca il flusso dell'acqua:





Se apro i rubinetti, il pistoncino del vitone si solleva e lascia passare l'acqua che va verso il centro:


 
Quindi, supponiamo di smontare i rubinetti singoli e i relativi vitoni, di mettere un tappo in alto dove c'è l'uscita del tubo centrale:


e supponiamo di installare un miscelatore esterno, come nell'immagine qui sotto:



 
Sotto il miscelatore solitamente c'è l'uscita dell'acqua a cui si aggancia il flessibile con il doccino.

Quello che si otterrebbe è che l'acqua, anche a rubinetto chiuso, andrebbe a fluire verso il tubo centrale, salirebbe per il tubo andando a premere contro il tappo che è stato messo in alto, e nel frattempo andrebbe anche verso il miscelatore. Il problema però è che il circuito dell'acqua fredda sarebbe costantemente in collegamento con il circuito dell'acqua fredda, come mostrato qui sotto:




In questa situazione non ci sarebbe più separazione tra acqua calda e fredda e quindi uscirebbe acqua miscelata sia dalla parte fredda che da quella calda. Qui sotto la situazione iniziale in cui le acque si incontrano:




qui sotto quello che succede quando l'acqua calda e fredda si incontrano perennemente:


 
Considerando che nella zona posteriore al miscelatore l'acqua calda e fredda sarebbero in contatto 24 ore al giorno, probabilmente quella fredda avrebbe il sopravvento e raffredderebbe in continuazione quella calda; molto probabilmente anche orientando la leva del miscelatore tutta verso il caldo, l'acqua che uscirebbe sarebbe prevalentemente fredda.


Quindi rimuovere i vecchi rubinetti, i vitoni, e montarci sopra un miscelatore standard non funziona.


C'è però una soluzione, e l'ha inventata una azienda italiana che si chiama Poletti, che ha creato il miscelatore "Cusiomix".

In pratica il kit offre dei raccordi che si installano al posto del vitone dei rubinetti, e questi raccordi deviano il flusso dell'acqua verso l'esterno del muro, e non più verso il centro dove c'è il tubo che sale verso l'alto.

Il raccordo è una specie di tubicino che si installa al posto del vitone; la guarnizione che c'è sotto, a differenza di quella del vitone, è forata e quindi lascia passare l'acqua deviandola verso l'esterno. 

Questo è il raccordo che hanno inventato:



Oltre al raccordo, ci vuole un "adattatore" come quello della foto qui sotto (io lo chiamo "adattatore" ma non so il nome tecnico; sul sito della Poletti lo chiamano "Vitone Cusiomix; non è un vitone nel senso classico ovviamente):



 
Il raccordo viene avvitato dentro all'adattatore:

 
 
 
 
Il raccordo, dalla parte interna dove c'è la filettatura, ha un foro esagonale, in cui si può inserire una chiave a brugola:

 
 
 
Guardando le istruzioni di installazione la cosa diventa più chiara.
A questo indirizzo si può scaricare la brochure del Cusiomix: Brochure Cusiomix
 
A pagina 17 ci sono le istruzioni per installarlo... vediamo il passaggio chiave:
 
Al punto 6 si avvita il raccordo dentro all'adattatore; il raccordo ha il foro esagonale, e con la brugola ci si aiuta ad inserirlo nell'adattatore. Quella righetta nera del raccordo, è un o-ring ed è importante che ci sia, e dopo vedremo il perchè:

 
 
Al punto 7 la coppia raccordo+adattatore si avvita dove prima c'era il vitone:


 
Il punto 8 è fondamentale: si stringe l'adattatore e poi con la brugola si ruota il raccordo finchè va a battuta contro l'uscita dell'acqua, il punto dove prima il gommino del vitone chiudeva il flusso dell'acqua:


 
In questo modo la guarnizione forata del raccordo aderisce bene contro l'uscita dell'acqua, e quest'ultima viene completamente deviata verso l'esterno del raccordo (dove c'è il foro esagonale).
L'o-ring che c'è tra raccordo e adattatore è importante, poichè se si fosse usata della canapa (o teflon) tra il filetto maschio del raccordo e il filetto femmina dell'adattatore, allora questa canapa verrebbe "ruotata" in un senso quando il raccordo viene inserito nell'adattatore, e poi ruotata nel senso opposto quando con la brugola si manda il raccordo in battuta contro il tubo di uscita dell'acqua, e questa doppia rotazione della canapa ne avrebbe compromesso la tenuta, invece la presenza dell'o-ring impedisce che l'acqua una volta uscita dal foro esagonale torni indietro tra la filettatura maschio del raccordo e la filettatura femmina dell'adattatore.
 
Una volta montata la coppia raccordo+adattatore, vediamo il risultato: per semplicità ho riutilizzato le immagini dei vitoni classici, ma in realtà al posto dei vitoni c'è la coppia raccordo+adattatore, e la guarnizione forata sarà sempre appoggiata all'ingresso dell'acqua:



Siccome al centro del raccordo c'è un tubetto, e la guarnizione è forata, l'acqua passa attraverso il tubo ed esce verso l'esterno del muro:





A questo punto si può montare un miscelatore.

Visto così si potrebbe pensare che è sufficiente comprare questi raccordi "speciali" che deviano il flusso verso l'esterno, e poi il miscelatore uno se lo sceglie a piacere, magari in una catena come Brico o Bricoman, dove si trovano a basso prezzo, senza prendere per forza il "Cusiomix", ma c'è un "però", anzi ce ne sono 3:

1) i raccordi penso siano brevettati, e quindi li fa solo la Poletti;
2) i raccordi vengono venduti nel kit del miscelatore della Poletti, non si comprano separatamente, quindi si acquista il pacco completo miscelatore+raccordi;
3) chi vi ha detto che i rubinetti a muro hanno una distanza che va d'accordo con un miscelatore standard?

Il terzo punto è importante, perchè i rubinetti singoli quando sono stati montati potrebbero essere stati distanziati a piacere, e quindi le uscite non essere affatto adatte per montarci sopra un miscelatore "fisso" come quello dell'immagine sottostante:

 
Guarda caso invece il "Cusiomix" risolve anche questo problema, infatti è fatto come nell'immagine sotto:

 
Questo miscelatore non è un pezzo unico, ma è fatto da 3 parti; i tubetti che vanno dalle uscite rosse e blu verso il corpo centrale del miscelatore, si tagliano in misura, secondo necessità, e quindi si possono adattare a qualsiasi distanza che c'era tra i rubinetti che sono stati rimossi, mentre un miscelatore normale è un blocco unico, solido, e quindi non è detto che i suoi attacchi combacino con la distanza che c'era prima tra i rubinetti (anche usando dei raccordi eccentrici, che comunque servono per fare piccoli aggiustamenti).

Come si vede bene dall'immagine sottostante, questo rubinetto si adatterebbe anche se le manopole dei vecchi rubinetti originali fossero state molto distanziate:



Il blocco centrale, dove c'è la leva non richiede che ci sia un ingresso/tubo che esce dal muro, ma è per bellezza, e forse potrebbe contenere una vite da mettere nel muro per sorreggere una parte del peso:




E' necessario fare attenzione al fatto che la distanza minima tra il centro dei rubinetti separati (alias interasse) è di 17 cm; se i vostri rubinetti sono più vicini di 17 cm non riuscirete a montare il Cusiomix. Stesso problema se la distanza tra il centro dei rubinetti separati fosse più di 30 cm, visto che questo è il massimo consentito. Notare anche che considerata anche la leva monocomando questo rubinetto sporge un bel po' dal muro, 15 cm, quindi sicuramente più dei vostri rubinetti separati:

 


C'è anche la versione con la cartuccia termostatica con la quale cui si può impostare una temperatura e il rubinetto la mantiene sempre costante:


Al momento non so se i raccordi "speciali" che deviano l'acqua verso l'esterno si possano trovare anche separati dal miscelatore "Cusiomix"; magari cercando su siti stranieri, conoscendo i termini inglesi relativi al mondo della rubinetteria si potrebbero fare delle ricerche, in ogni caso non penso la cosa sia facile perchè bisogna comunque trovare dei raccordi che abbiano il diametro giusto, la dimensione giusta, il passo del filetto giusto ecc..., cioè tutto quanto affinchè possano essere avvitati dove c'era prima il vitone dei rubinetti singoli. Il kit della Poletti prevede un insieme raccordi che dovrebbero coprire le misure calssiche di una volta, e quindi anche con questo kit non c'è la certezza assoluta che vadano bene con quelli che abbiamo a casa, figuriamoci se si trovassero dei prodotti inglesi o americani, fatti con criteri completamente diversi dai nostri.

Una volta trovati questi raccordi ed essere riusciti a deviare il flusso dell'acqua verso l'esterno, rimarrebbe il problema di installare un miscelatore standard se le uscite non avessero la distanza giusta.

Quindi le soluzioni sono 3:

1) si compra il "Cusiomix", e qui sotto vi metto il link per saperne di più:

2) si "spacca", cioè si fa un lavoro in muratura che prevede di rompere le piastrelle, installare dei tubi e raccordi giusti nel muro per escludere il flusso che attualmente va verso il tubo centrale che sale verso l'alto, e fare uscire l'acqua verso l'esterno, le uscite devono essere sistemate alla giusta distanza, si rimettono le piastrelle e si installa un miscelatore standard;

3) ci si tiene il vecchio impianto con i rubinetti singoli.

 
Qualcuno nei commenti ha chiesto se si possono trovare i raccordi e adattatori della Poletti, senza dovere comprare il miscelatore Cusiomix. L'intento è quello di installare i raccordi che deviano il flusso dell'acqua verso l'esterno del muro ed escludere la tubatura interna dove si miscela l'acqua calda e fredda, e poi installare un miscelatore standard / generico.

Il Cusiomix viene venduto con una serie di raccordi e di adattatori di svariate misure, in modo che ognuno possa trovare quelli che vanno bene con il proprio impianto; quindi per ogni Cusiomix installato c'è un avanzo di tutti i raccordi e adattatori che non sono stati usati. Questo avanzo di raccordi e adattatori non usati potrebbe fare sì che si trovino queste parti vendute o smerciate singolarmente... però io ho il dubbio che poi non sia semplice installarci un miscelatore standard, vediamo perchè...

Se torniamo all'adattatore, e supponendo che il raccordo sia avvitato come nel disegno qui sotto (perdonate la pochezza dell'immagine), vediamo che avremmo una filettatura maschio che esce dal muro:


 
Non è detto che il miscelatore standard si possa installare su questa filettatura che esce dal muro, di cui non è scontata la misura e il passo, filettatura che è pensata per avvitarci sopra questo pezzo del Cusiomix:


 
I miscelatori standard richiedono di essere installati su delle uscite con interasse di 15 cm; ci vorrebbe un eccentrico femmina-maschio, come questo sotto, ma con la certezza che la filettatura femmina combaci con la filettatura dell'adattatore Poletti che esce dal muro:



Insomma, anche trovando gli adattatori e raccordi Poletti, in parti singole, senza il miscelatore completo, rimane un grosso punto di domanda sulla possibilità di riuscire a montarci un miscelatore standard.

 
 
Questo è quanto ho capito cercando un po' in rete, mettendo insieme informazioni lette qua e là; riassumere tutto in questo post, fare i disegni, ecc, mi è costato 2,5 ore di una domenica pomeriggio mentre fuori imperversava il Burian... per cui se vi è servito fatemelo sapere nei commenti qui sotto.

Se avete una conoscenza più approfondita (molte cose le ho immaginate), o conoscete soluzioni alternative, a maggior ragione scrivetelo!



Update 23/02/2024

Roberto R., lettore di questo post, ha montato il Cusiomix e ci ha riportato alcuni dettagli della sua esperienza; metto qui le sue considerazioni e le foto che mi ha inviato del Cusiomix montato:

Premetto che non sono un idraulico, tutt'altro.
La mia doccia é 65 x 85, i rubinetti singoli sporgevano poco invadendo la parte dei 65cm
 
Vantaggi:
1-non c'è paragone usando il miscelatore esterno Cusiomix, mai più i singoli rubinetti, finalmente e senza spaccare nulla!
2-Sono riuscito a metterlo su un interasse di 16.5 cm che penso sia il limite per stringere i dadi, di meno penso sia molto difficile ma non impossibile se hai mani piccole, comunque non male 16.5 cm, sono soddisfatto.

Svantaggi (a mio parere):
a)-ingombro: chiuso sporge di 12 cm, aperto tutto di 18. Io ho 65 cm disponibili in doccia, non sono magro e ci sto senza problemi
b)-il tubetto di SX, quello che porta acqua calda all'esterno scotta ovviamente e non puoi metterci la mano sopra: attenzione!
c)-costo alto (si paga il brevetto)

Qui si vede molto bene quanto siano tagliati corti i tubetti orizzontali che portano l'acqua al miscelatore:
 

Il miscelatore chiuso sporge 12 cm: 
 
 
Aperto sono 18cm:








lunedì 12 febbraio 2018

Sensore esterno Oregon Scientific compatibile con Stazione BAR122HGN

Scrivo questo post perchè ho cercato l'info in rete e non l'ho trovata.

Ho una vecchia Stazione BAR122HGN della Oregon Scientific, alla quale è associato il sensore esterno wireless THGR228N, il quale ultimamente non funziona più (prima è saltato l'igrometro che segnalava sempre pochissima umidità anche in condizioni di pioggia o nebbia, e adesso la temperatura, che indica 20 gradi quando al massimo ce ne sono 3).

Il vecchio sensore THGR228N non si trova più in commercio e non ho trovato quali sensori attualmente in vendita si possano associare alla mia Stazione.

Allora ho chiesto direttamente alla Oregon Scientific che in pochissimi minuti mi ha risposto indicandomi il Sensore THGN132N.

Devo ancora prenderlo, quindi non chiedetemi come funziona :)

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Update 27/02/2018:
Il sensore THGN132N suggeritomi da Oregon Scientific costava 34 euro, e con 50 euro si trovava su Amazon il pacco completo (Stazione BAR208HG + Sensore THGN132N), quindi con 16 euro in più del solo Sensore ho comprato il pacco completo.

Sistemo tutto e noto che la Stazione BAR208HG nuova dopo qualche ora perde il segnale dal Sensore esterno.

Siamo nel periodo di Burian/Buran, quindi con temperature sotto 0°, e per queste temperature il manuale consiglia di mettere nel Sensore esterno una batteria al LITIO invece della solita Alcalina.

Però la vecchia Stazione BAR122HGN (che ha 15 anni almeno) il segnale dal nuovo sensore esterno lo prende eccome (!?!).

Niente, immagino che a causa del freddo la batteria Alcalina del Sensore esterno perda potenza, quindi il Sensore emetta un segnale debole che viene captato dalla vecchia Stazione BAR122HGN che ha l'antenna esterna, e non captato dalla nuova Stazione BAR208HG che ha l'antenna interna.

Allora compro le batterie al LITIO e ne metto una nel Sensore esterno.

Vediamo stanotte, con il freddo, cosa succede.




venerdì 22 settembre 2017

Autonoleggio low-cost... è una fregatura?

Questo post non è basato su una esperienza diretta ma su uno studio effettuato di recente, su Forum, TrustPilot, articoli, ecc...

Premessa: ho noleggiato varie auto negli anni da 2009 a 2014, in Germania, in Olanda, in Lussemburgo, sia per vacanza che per lavoro (2 volte a Francoforte). Pagavo cifre attorno ai 40 euro al giorno, per macchine piccole, tipo Fiesta o anche meno (Hundai i10). Quando mi davano l'auto, davo un'occhiata sommaria per vedere che non avesse danni non riportati nel foglio di consegna, ma a volte pioveva, l'auto era bagnata, andavo di fretta, insomma guardavo distrattamente. Ho sempre restituito le chiavi nella safety-box perché tornavo verso le 5 del mattino per prendere aerei che tornavano in Italia al mattino presto. MAI AVUTO UN PROBLEMA.

Adesso, sollecitato da una segnalazione, ho scoperto che esistono gli Autonoleggi "low-cost", che spesso sono delle branche di noleggi più quotati e famosi.

Ma sono veramente low-cost? Vediamolo.

Questi noleggi, anche con pochi giorni di anticipo, propongono delle auto a 8-10 euro al giorno, un prezzo veramente incredibile. Spesso hanno delle franchigie alte, ovvero la quota in carico al Cliente in caso di danni al veicolo è piuttosto alta, diciamo tra i 1.000 e i 2.000 euro. Una volta arrivati al ritiro dell'auto il personale suggerisce al Cliente di comprare un prodotto aggiuntivo che serve ad azzerare la franchigia, quindi in caso di danni al veicolo il Cliente non ha costi aggiuntivi (sto un po' semplificando, perchè non è che se uno prende a martellate la propria auto allora la passa liscia). Il costo di questi prodotti varia tra 35-45 euro al giorno. Con questo costo aggiuntivo il prezzo che il Cliente paga ritorna ai livelli normali di un costo di noleggio classico e quindi il prezzo low-cost non c'è più. Questo prodotto non è obbligatorio, ma se non lo si compra la Compagnia di Noleggio si cautela bloccando sulla Carta di Credito del Cliente un importo pari alla franchigia, perchè in questo modo è sicura che il Cliente potrà pagare i danni con la Carta che ha fornito. Se il Cliente sulla Carta non ha un plafond sufficiente per coprire questo importo, o perchè ha un plafond più basso o perchè ha già usato la Carta per altre spese, è obbligato a comprare il prodotto che azzera le franchigie.

Supponendo di avere plafond sufficiente sulla Carta, la cosa ovvia è non comprare questo prodotto aggiuntivo che azzera la franchigia e stare attenti a non fare danni, in questo modo la macchina costerà ancora 8-10 euro al giorno. Facile no?

No.

Stando alle centinaia di post sui vari forum, i Clienti si lamentano che spesso quando restituiscono l'auto gli vengono addebitati danni che - secondo loro - erano pre-esistenti, con importi che vanno dai 300 ai 500 euro anche per danni lievi (le compagnie di noleggio hanno delle tabelle dove per ogni danno, graffio, ammaccatura, finestrino, ecc...è riportato un importo fisso, ). Quando il Cliente ritira l'auto, gli viene consegnata una Lettera di Noleggio che riporta i danni pre-esistenti; il Cliente ha la facoltà di esaminare l'auto e, se ne trova, può chiedere che altri danni vengano aggiunti a questa Lettera in modo che poi non siano attribuibili alla sua responsabilità.

Quindi per evitare che la compagnia ti addebiti un danno pre-esistente è sufficiente fare un esame approfondito dell'auto, aggiungere nella Lettera di Noleggio i danni eventualmente non ancora presenti, e si è a posto, non si compra il prodotto che azzera la franchigia e la macchina costerà ancora 8-10 euro al giorno. Facile no?

No.

Qui di sèguito riporto alcuni "trucchi" ricorrenti che si trovano nei forum e nelle recensioni negative:

   - Serratura manuale: nessuno usa più le chiavi per aprire gli sportelli dell'auto visto che c'è il telecomando, quindi il cliente controlla tutta la carrozzeria ma non si accorge che la serratura non funziona. Non se ne accorge nemmeno nei giorni in cui usa l'auto perchè utilizza sempre il telecomando per aprire e chiudere (come facciamo tutti). Quando restituisce l'auto, l'addetto fa notare che la serratura non funziona, lo attribuisce ad un tentativo di effrazione occorso durante il noleggio, quindi un danno procurato alla macchina e il cliente paga, magari 300-400 euro per la riparazione. La serratura non viene riparata e serve che continui ad essere rotta per potere incastrare con lo stesso giochetto il prossimo Cliente.

   - pneumatico tagliato: viene asportata una striscia di pneumatico sulla spalla esterna, il cliente non se ne accorge perché lo pneumatico è scuro, sporco, ecc... Al ritorno viene contestato il danno e addebitato il costo di una gomma.

   - graffio sul copriruota/cerchio; sono difficili da vedere perché solitamente ci si concentra sulla carrozzeria, questi graffi sono già presenti e non riportati nel foglio di consegna, al rientro vengono contestati e fatti pagare al Cliente
  
   - graffio sotto il paraurti anteriore: difficilissimo da vedere (bisognerebbe coricarsi sotto l'auto), ma molto facile farlo quando si parcheggia e davanti c'è un marciapiedi un po' alto contro cui si tocca, anche solo leggermente; in questo caso si attribuisce il graffio ad una manovra di parcheggio e il Cliente paga
  
   - danno sottoscocca, cioè danno dovuto all'avere urtato una sporgenza nel terreno, o dovuto a sassi, ecc..., difficilissimo da vedere (bisognerebbe coricarsi sotto l'auto)
  
In pratica è impossibile verificare tutta una auto intera, fare notare ogni singola imperfezione, bisognerebbe essere dei professionisti, avere l'occhio allenato, spenderci moltissimo tempo e anche conoscere tutti i possibili escamotage come quelli elencati sopra. Bisognerebbe poi verificare anche gli interni: uno strappetto alla tappezzeria, una macchia, la mancanza di una chiave tra gli attrezzi in dotazione, è praticamente impossibile accorgersi di tutto.

Spesso nei forum viene riferito che alla riconsegna dell'auto l'addetto non trova il difetto dopo lunga e attenta ispezione, ma va diretto al problema come se ne conoscesse già l'esistenza, il che fa aumentare il sospetto che il danno fosse risaputo e volutamente omesso nella Lettera di Noleggio.

Morale, le compagnie low-cost attirano il cliente con prezzi incredibili (es: 8-10 euro al giorno, che sono una cifra ridicola; nemmeno una bicicletta costa così poco), poi se il cliente accetta di comprare il prodotto che azzera la franchigia, dell'ordine di 35-45 euro al giorno, in pratica riporta il costo di noleggio allo standard che permette alla compagnia di guadagnare e sopravvivere, se invece il cliente non compra prodotti aggiuntivi la compagnia è in perdita (8 euro al giorno non sono ammissibili) e quindi poi può guadagnare facendo pagare danni pre-esistenti che sono un guadagno puro perché non vengono riparati, ma anzi serviranno a stangare il prossimo Cliente che rifiuta i costi aggiuntivi.

Inoltre se il Cliente restituisce l'auto negli orari in cui l'ufficio di ritiro è chiuso (cosa che avviene spesso), le chiavi vengono lasciate in una safety-box, e poi l'esame dei danni aggiuntivi viene effettuato dall'addetto al ricevimento il giorno dopo, e questo avviene senza la presenza del Cliente che così è ancora più impossibilitato a contestare i danni che gli vengono imputati. Poi le procedure di reclamo sono difficoltose, richiedono chiamate a numeri a pagamento, lunghe attese, e alla fine il Cliente pagherà per sfinimento.

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C'è però uno scenario aggiuntivo che complica ulteriormente le cose.

Spesso le auto non vengono noleggiate direttamente sui siti delle Compagnie ma tramite degli aggregatori che fanno la ricerca in parallelo su varie compagnie di noleggio e alla fine presentano al cliente tutte le possibilità. Questi siti (broker) propongono al cliente di comprare una Assicurazione che risarcirà il Cliente qualora dovesse pagare alla compagnia di noleggio dei danni procurati. Questa Assicurazione viene venduta direttamente dal Broker e la Compagnia di Noleggio non ne è al corrente, infatti spesso i Clienti lamentano che - malgrado abbiano comprato l'Assicurazione dal Broker - quando vanno a ritirare l'auto al banco, l'operatore propone loro di comprare il prodotto che azzera le franchigie. In questa situazione la cosa giusta da fare è rifiutare l'offerta di questo prodotto; in caso di danno il Cliente pagherà alla compagnia il danno e poi chiederà il rimborso al Broker con il quale ha sotto scritto la polizza di Assicurazione.

Spesso però questa cosa non si riesce a fare; succede infatti che il Cliente arriva al banco del noleggio, non vuole comprare il prodotto che azzera la franchigia ma non ha plafond sufficiente sulla Carta di Credito per coprire la franchigia e quindi è costretto a comprare il prodotto che la azzera, e in questo modo ha comprato l'Assicurazione inutilmente.

Supponiamo invece che il Cliente compri l'Assicurazione dal Broker e poi rifiuti di comprare il prodotto che azzera la franchigia: in questo caso se la Compagnia di Noleggio applicasse sempre i trucchetti di sopra per fare pagare al Cliente un danno pre-esistente la Compagnia Assicurativa andrebbe in perdita perchè sarebbe sempre costretta a pagare dei danni che ovviamente costano di più del prezzo dell'Assicurazione, quindi è abbastanza ovvio che i trucchetti di sopra non vengono sempre applicati dai noleggiatori, sebbene sia altrettando ovvio che 8-10 euro sia un prezzo insostenibile per noleggiare una macchina e quindi in qualche modo i noleggiatori debbano rifarsi.

Quindi cosa fare? Sicuramente serve "essere informati" su queste dinamiche, sul significato dei Prodotti che vendono sia le Compagnie di Noleggio che quelle di Assicurazione, e più di tutto bisogna spendere il tempo necessario per leggere i "Termini e Condizioni" del Servizio, cioè quelle cose noiosissime, molto lunghe, e spesso scritte in linguaggi osticamente burocratici che però sono l'unico mezzo per capire cosa stiamo veramente comprando.