lunedì 12 febbraio 2018

Sensore esterno Oregon Scientific compatibile con Stazione BAR122HGN

Scrivo questo post perchè ho cercato l'info in rete e non l'ho trovata.

Ho una vecchia Stazione BAR122HGN della Oregon Scientific, alla quale è associato il sensore esterno wireless THGR228N, il quale ultimamente non funziona più (prima è saltato l'igrometro che segnalava sempre pochissima umidità anche in condizioni di pioggia o nebbia, e adesso la temperatura, che indica 20 gradi quando al massimo ce ne sono 3).

Il vecchio sensore THGR228N non si trova più in commercio e non ho trovato quali sensori attualmente in vendita si possano associare alla mia Stazione.

Allora ho chiesto direttamente alla Oregon Scientific che in pochissimi minuti mi ha risposto indicandomi il Sensore THGN132N.

Devo ancora prenderlo, quindi non chiedetemi come funziona :)

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Update 27/02/2018:
Il sensore THGN132N suggeritomi da Oregon Scientific costava 34 euro, e con 50 euro si trovava su Amazon il pacco completo (Stazione BAR208HG + Sensore THGN132N), quindi con 16 euro in più del solo Sensore ho comprato il pacco completo.

Sistemo tutto e noto che la Stazione BAR208HG nuova dopo qualche ora perde il segnale dal Sensore esterno.

Siamo nel periodo di Burian/Buran, quindi con temperature sotto 0°, e per queste temperature il manuale consiglia di mettere nel Sensore esterno una batteria al LITIO invece della solita Alcalina.

Però la vecchia Stazione BAR122HGN (che ha 15 anni almeno) il segnale dal nuovo sensore esterno lo prende eccome (!?!).

Niente, immagino che a causa del freddo la batteria Alcalina del Sensore esterno perda potenza, quindi il Sensore emetta un segnale debole che viene captato dalla vecchia Stazione BAR122HGN che ha l'antenna esterna, e non captato dalla nuova Stazione BAR208HG che ha l'antenna interna.

Allora compro le batterie al LITIO e ne metto una nel Sensore esterno.

Vediamo stanotte, con il freddo, cosa succede.




venerdì 22 settembre 2017

Autonoleggio low-cost... è una fregatura?

Questo post non è basato su una esperienza diretta ma su uno studio effettuato di recente, su Forum, TrustPilot, articoli, ecc...

Premessa: ho noleggiato varie auto negli anni da 2009 a 2014, in Germania, in Olanda, in Lussemburgo, sia per vacanza che per lavoro (2 volte a Francoforte). Pagavo cifre attorno ai 40 euro al giorno, per macchine piccole, tipo Fiesta o anche meno (Hundai i10). Quando mi davano l'auto, davo un'occhiata sommaria per vedere che non avesse danni non riportati nel foglio di consegna, ma a volte pioveva, l'auto era bagnata, andavo di fretta, insomma guardavo distrattamente. Ho sempre restituito le chiavi nella safety-box perché tornavo verso le 5 del mattino per prendere aerei che tornavano in Italia al mattino presto. MAI AVUTO UN PROBLEMA.

Adesso, sollecitato da una segnalazione, ho scoperto che esistono gli Autonoleggi "low-cost", che spesso sono delle branche di noleggi più quotati e famosi.

Ma sono veramente low-cost? Vediamolo.

Questi noleggi, anche con pochi giorni di anticipo, propongono delle auto a 8-10 euro al giorno, un prezzo veramente incredibile. Spesso hanno delle franchigie alte, ovvero la quota in carico al Cliente in caso di danni al veicolo è piuttosto alta, diciamo tra i 1.000 e i 2.000 euro. Una volta arrivati al ritiro dell'auto il personale suggerisce al Cliente di comprare un prodotto aggiuntivo che serve ad azzerare la franchigia, quindi in caso di danni al veicolo il Cliente non ha costi aggiuntivi (sto un po' semplificando, perchè non è che se uno prende a martellate la propria auto allora la passa liscia). Il costo di questi prodotti varia tra 35-45 euro al giorno. Con questo costo aggiuntivo il prezzo che il Cliente paga ritorna ai livelli normali di un costo di noleggio classico e quindi il prezzo low-cost non c'è più. Questo prodotto non è obbligatorio, ma se non lo si compra la Compagnia di Noleggio si cautela bloccando sulla Carta di Credito del Cliente un importo pari alla franchigia, perchè in questo modo è sicura che il Cliente potrà pagare i danni con la Carta che ha fornito. Se il Cliente sulla Carta non ha un plafond sufficiente per coprire questo importo, o perchè ha un plafond più basso o perchè ha già usato la Carta per altre spese, è obbligato a comprare il prodotto che azzera le franchigie.

Supponendo di avere plafond sufficiente sulla Carta, la cosa ovvia è non comprare questo prodotto aggiuntivo che azzera la franchigia e stare attenti a non fare danni, in questo modo la macchina costerà ancora 8-10 euro al giorno. Facile no?

No.

Stando alle centinaia di post sui vari forum, i Clienti si lamentano che spesso quando restituiscono l'auto gli vengono addebitati danni che - secondo loro - erano pre-esistenti, con importi che vanno dai 300 ai 500 euro anche per danni lievi (le compagnie di noleggio hanno delle tabelle dove per ogni danno, graffio, ammaccatura, finestrino, ecc...è riportato un importo fisso, ). Quando il Cliente ritira l'auto, gli viene consegnata una Lettera di Noleggio che riporta i danni pre-esistenti; il Cliente ha la facoltà di esaminare l'auto e, se ne trova, può chiedere che altri danni vengano aggiunti a questa Lettera in modo che poi non siano attribuibili alla sua responsabilità.

Quindi per evitare che la compagnia ti addebiti un danno pre-esistente è sufficiente fare un esame approfondito dell'auto, aggiungere nella Lettera di Noleggio i danni eventualmente non ancora presenti, e si è a posto, non si compra il prodotto che azzera la franchigia e la macchina costerà ancora 8-10 euro al giorno. Facile no?

No.

Qui di sèguito riporto alcuni "trucchi" ricorrenti che si trovano nei forum e nelle recensioni negative:

   - Serratura manuale: nessuno usa più le chiavi per aprire gli sportelli dell'auto visto che c'è il telecomando, quindi il cliente controlla tutta la carrozzeria ma non si accorge che la serratura non funziona. Non se ne accorge nemmeno nei giorni in cui usa l'auto perchè utilizza sempre il telecomando per aprire e chiudere (come facciamo tutti). Quando restituisce l'auto, l'addetto fa notare che la serratura non funziona, lo attribuisce ad un tentativo di effrazione occorso durante il noleggio, quindi un danno procurato alla macchina e il cliente paga, magari 300-400 euro per la riparazione. La serratura non viene riparata e serve che continui ad essere rotta per potere incastrare con lo stesso giochetto il prossimo Cliente.

   - pneumatico tagliato: viene asportata una striscia di pneumatico sulla spalla esterna, il cliente non se ne accorge perché lo pneumatico è scuro, sporco, ecc... Al ritorno viene contestato il danno e addebitato il costo di una gomma.

   - graffio sul copriruota/cerchio; sono difficili da vedere perché solitamente ci si concentra sulla carrozzeria, questi graffi sono già presenti e non riportati nel foglio di consegna, al rientro vengono contestati e fatti pagare al Cliente
  
   - graffio sotto il paraurti anteriore: difficilissimo da vedere (bisognerebbe coricarsi sotto l'auto), ma molto facile farlo quando si parcheggia e davanti c'è un marciapiedi un po' alto contro cui si tocca, anche solo leggermente; in questo caso si attribuisce il graffio ad una manovra di parcheggio e il Cliente paga
  
   - danno sottoscocca, cioè danno dovuto all'avere urtato una sporgenza nel terreno, o dovuto a sassi, ecc..., difficilissimo da vedere (bisognerebbe coricarsi sotto l'auto)
  
In pratica è impossibile verificare tutta una auto intera, fare notare ogni singola imperfezione, bisognerebbe essere dei professionisti, avere l'occhio allenato, spenderci moltissimo tempo e anche conoscere tutti i possibili escamotage come quelli elencati sopra. Bisognerebbe poi verificare anche gli interni: uno strappetto alla tappezzeria, una macchia, la mancanza di una chiave tra gli attrezzi in dotazione, è praticamente impossibile accorgersi di tutto.

Spesso nei forum viene riferito che alla riconsegna dell'auto l'addetto non trova il difetto dopo lunga e attenta ispezione, ma va diretto al problema come se ne conoscesse già l'esistenza, il che fa aumentare il sospetto che il danno fosse risaputo e volutamente omesso nella Lettera di Noleggio.

Morale, le compagnie low-cost attirano il cliente con prezzi incredibili (es: 8-10 euro al giorno, che sono una cifra ridicola; nemmeno una bicicletta costa così poco), poi se il cliente accetta di comprare il prodotto che azzera la franchigia, dell'ordine di 35-45 euro al giorno, in pratica riporta il costo di noleggio allo standard che permette alla compagnia di guadagnare e sopravvivere, se invece il cliente non compra prodotti aggiuntivi la compagnia è in perdita (8 euro al giorno non sono ammissibili) e quindi poi può guadagnare facendo pagare danni pre-esistenti che sono un guadagno puro perché non vengono riparati, ma anzi serviranno a stangare il prossimo Cliente che rifiuta i costi aggiuntivi.

Inoltre se il Cliente restituisce l'auto negli orari in cui l'ufficio di ritiro è chiuso (cosa che avviene spesso), le chiavi vengono lasciate in una safety-box, e poi l'esame dei danni aggiuntivi viene effettuato dall'addetto al ricevimento il giorno dopo, e questo avviene senza la presenza del Cliente che così è ancora più impossibilitato a contestare i danni che gli vengono imputati. Poi le procedure di reclamo sono difficoltose, richiedono chiamate a numeri a pagamento, lunghe attese, e alla fine il Cliente pagherà per sfinimento.

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C'è però uno scenario aggiuntivo che complica ulteriormente le cose.

Spesso le auto non vengono noleggiate direttamente sui siti delle Compagnie ma tramite degli aggregatori che fanno la ricerca in parallelo su varie compagnie di noleggio e alla fine presentano al cliente tutte le possibilità. Questi siti (broker) propongono al cliente di comprare una Assicurazione che risarcirà il Cliente qualora dovesse pagare alla compagnia di noleggio dei danni procurati. Questa Assicurazione viene venduta direttamente dal Broker e la Compagnia di Noleggio non ne è al corrente, infatti spesso i Clienti lamentano che - malgrado abbiano comprato l'Assicurazione dal Broker - quando vanno a ritirare l'auto al banco, l'operatore propone loro di comprare il prodotto che azzera le franchigie. In questa situazione la cosa giusta da fare è rifiutare l'offerta di questo prodotto; in caso di danno il Cliente pagherà alla compagnia il danno e poi chiederà il rimborso al Broker con il quale ha sotto scritto la polizza di Assicurazione.

Spesso però questa cosa non si riesce a fare; succede infatti che il Cliente arriva al banco del noleggio, non vuole comprare il prodotto che azzera la franchigia ma non ha plafond sufficiente sulla Carta di Credito per coprire la franchigia e quindi è costretto a comprare il prodotto che la azzera, e in questo modo ha comprato l'Assicurazione inutilmente.

Supponiamo invece che il Cliente compri l'Assicurazione dal Broker e poi rifiuti di comprare il prodotto che azzera la franchigia: in questo caso se la Compagnia di Noleggio applicasse sempre i trucchetti di sopra per fare pagare al Cliente un danno pre-esistente la Compagnia Assicurativa andrebbe in perdita perchè sarebbe sempre costretta a pagare dei danni che ovviamente costano di più del prezzo dell'Assicurazione, quindi è abbastanza ovvio che i trucchetti di sopra non vengono sempre applicati dai noleggiatori, sebbene sia altrettando ovvio che 8-10 euro sia un prezzo insostenibile per noleggiare una macchina e quindi in qualche modo i noleggiatori debbano rifarsi.

Quindi cosa fare? Sicuramente serve "essere informati" su queste dinamiche, sul significato dei Prodotti che vendono sia le Compagnie di Noleggio che quelle di Assicurazione, e più di tutto bisogna spendere il tempo necessario per leggere i "Termini e Condizioni" del Servizio, cioè quelle cose noiosissime, molto lunghe, e spesso scritte in linguaggi osticamente burocratici che però sono l'unico mezzo per capire cosa stiamo veramente comprando.

lunedì 10 aprile 2017

Peugeot 308 Seconda Serie - Smontare Sostituire Cambiare Filtro Abitacolo Antipolline

Premessa: se il motivo per cui volete smontare / sostituire / cambiare il Filtro Abitacolo, Filtro Antipolline, è la puzzetta dell’Aria Condizionata, allora sappiate che molto probabilmente il problema non è lì. Infatti io ho smontato il filtro e già annusandolo non aveva l’odore della puzzetta, era solo un filtro secco e con un po’ di polvere; per essere sicuro ho fatto un giro in macchina senza filtro e la puzzetta si sentiva lo stesso, quindi l’origine è da un’altra parte.

Comunque andiamo avanti....

La Peugeot 308 di cui si parla in questo post è la Nuova Peugeot 308, oppure Peugeot 308 II Serie, oppure Peugeot 308 T9, per capirci quella di queste immagini:


Cercando su internet si trova solo questo video che è fatto di 4 immagini, ma che è un po’ sbrigativo e superficiale oltre a dare una info sbagliata: 


Le immagini del video sono quelle che seguono.

La prima è corretta, il filtro si trova dietro/sotto la plancia e il punto di attacco è quel tappo segnalato nell’immagine:












Con la seconda iniziano gli ohimè; è vero che bisogna rimuovere il tappo, ma poi “le clips” su cui bisogna premere non esistono proprio; c’è anche il video in inglese e ho guardato se magari ci fosse un errore di traduzione, ma anche in inglese il messaggio è sempre lo stesso, ovvero “premere le clips” che in realtà non esistono:













La terza è corretta, bisogna aprire quello sportellino agendo sull'aletta evidenziata dalla freccia:













La quarta è incompleta poiché, come vedremo, il filtro non esce se non smontando un’altra parte:













Allora vediamo come si smonta questo filtro.

1)      Il tappo è quello indicato e viene via facilmente facendo leva con un cacciavite a taglio, sottile:

2)     Dopo avere rimosso questo tappo ci si trova davanti a questo:

Il problema è che, diversamente da quello che dice il video, non ci sono le "Clips" da premere; anche guardando dentro ai buchi, non c'è niente di premere. 
In realtà bisogna rimuovere, sempre facendo leva sotto con un cacciavite, quel "chiodo" centrale. Io non lo sapevo e nel tentativo di fare qualcosa, facendo leva nel punto indicato sotto, ho ottenuto lo stesso effetto, cioè il "chiodo" si è sganciato:
I "buchi" non sono altro che gli alloggiamenti per rimettere a posto il tappo (visibile qui sotto) quando dovrete rimontare il tutto:

3)   Ancora diversamente da quanto semplificato nel video, il pannello non viene ancora via; bisogna tirare in alto a destra per fare sganciare il primo gancio:
 Dopo avere sganciato anche il secondo gancio più a sinistra, il Pannello viene via e si vede questo:
Questo è il Pannello rimosso, e visto dalla parte interna (si vedono i due ganci bianchi in alto su cui bisogna forzare per staccarli):

4)   A questo punto effettivamente si vede lo sportellino che si apre facilmente agendo sull'aletta indicata, spingendola verso il senso di avanzamento dell'auto:
Lo sportellino viene via completamente:
5) il Video non dice che a questo punto il filtro non esce perchè c'è il pannello orizzontale che ne blocca l'uscita. Fortunatamente si smonta in fretta e facilmente, agendo sulle due clip evidenziate dalle frecce gialle:
Per rimuovere le clip bisogna tirare la parte centrale; viene via facilmente anche con le dita, senza attrezzi:
 



Le Clip sono furbe, e quando si rimontano rimontatele con il perno centrale estratto, e poi spingete per richiuderlo:





















6) se vi dà fastidio il tubo indicato nell'immagine si può estrarre tirando con poca forza, senza toglierlo del tutto, ma una volta sfilato poi si può muovere in modo da facilitare l'estrazione del filtro:

  

7) Ecco il filtro. Su internet si trova a circa 15 euro. Io ci ho dato una soffiata con il compressore per togliere un po' di polvere. E poi ho rimontato tutto. 





Come detto all’inizio, purtroppo, la pulitura/sostituzione di questo Filtro potrebbe non risolvere il problema dell’Aria Condizionata che puzza. Nel mio caso non è servito.

mercoledì 17 agosto 2016

Rubinetto Bidet a tre (3) fori - Come è fatto il rubinetto singolo di un Bidet

Come è fatto un rubinetto di un bidet a tre fori? Difficile da trovare, ormai tutti i bidet hanno il rubinetto miscelatore centrale e quelli a tre fori (cioè con i due rubinetti separati) non li fanno più, ma proprio perchè quelli a tre fori sono più vecchi è anche più probabile che siano quelli che richiedono manutenzione.

Quando un rubinetto perde, nel senso che anche stringendo la manopola continua ad uscire un po' di acqua, significa che la guarnizione che c'è sotto il Vitone non chiude più bene. La guarnizione che c'è sotto al Vitone si può sostituire, e cosa sia il Vitone e come si smonti si trova facilmente su internet, infatti ci sono molti siti e video su Youtube che danno istruzioni su come fare questa "semplice" operazione (siti e video che sono propedeutici a quanto segue):

Sito: http://www.lavorincasa.it/sostuire-guarnizione-del-rubinetto/

Video:


Il problema sorge quando il Vitone non si svita così facilmente come si vede nei video. Infatti spesso il calcare lo "incricca" e quindi quando lo si gira con la chiave in realtà si fa ruotare tutto il corpo del rubinetto, il quale - sotto al bidet - è collegato al tubo dell'acqua e quindi non è buona cosa farlo girare. Insistere potrebbe essere un buon tentativo, magari provare a tenere fermo il resto del rubinetto con un'altra chiave, ma se - come è successo a me - il Vitone non si svita proprio, allora bisogna smontare tutto il rubinetto, e qui è un po' più difficile sapere in anticipo cosa aspettarsi.

Come è fatto un rubinetto singolo da bidet ? Vediamolo man mano che l'ho smontato...

In questa immagine si vede già una cosa importante: il rubinetto è un tubo e il foro nel bidet è più grande di questo tubo in modo che l'acqua allaghi lo spazio libero e poi - tramite un passaggio - raggiunga i fori centrali che fanno uscire l'acqua:

Guardando l'immagine sotto, l'acqua esce dal foro rotondo: in questo foro si vede una specie di pistoncino che sale e scende ruotando la manopola superiore; sotto a questo pistoncino c'è la guarnizione che - quando il pistone è giù al massimo, ovvero quando il rubinetto è chiuso - chiude il flusso dell'acqua, ed è la guarnizione che va cambiata (come si vede anche dal video soprariportato).

Come si vede nella foto qui sotto, il rubinetto ha una guarnizione sopra e una sotto, in modo che quando l'acqua allaga lo spazio tra il tubo-rubinetto e la ceramica del bidet, l'acqua non esca sopra e sotto:

Nell'immagine sottostante si capisce meglio il funzionamento, le guarnizioni sono in rosso, e in azzurro l'acqua:
Il rubinetto alla fine è fatto così, e nel foro tondo si vede, in basso, la guarnizione nera che dobbiamo andare a cambiare:
 
A questo punto - se avete smontato tutto - potete mettere in morsa il rubinetto e provare a svitare il Vitone. Nel mio caso è stato veramente durissimo. Inizialmente non stringevo troppo la morsa per paura di schiacciare il rubinetto, ma cercando di svitare il Vitone girava tutto. Allora ho progressivamente stretto sempre di più la morsa e anche così è stata durissima, al punto che mi era venuto il sospetto che questo Vitone fosse inverso e che quindi, nel tentativo di svitarlo, io lo stessi avvitando sempre di più. Poi quando ha mollato, il resto si svitava anche a mano, quindi era proprio inchiodato dal calcare, e una volta rotto il legame con il calcare non c'erano più problemi.

Una volta svitato il Vitone si sostituisce la guarnizione che c'è sotto, che è tenuta ferma da una vite o un piccolo dado. La guarnizione si trova facilmente (costa 1 euro un pacchetto che ne contiene alcune); per i dettagli di questa operazione (visto che non ho fatto le foto) rimando ai link che ho indicato all'inizio di questo post.

Prima di riavvitare il Vitone mi è caduto l'occhio in ferramenta su un tubetto di "Grasso di Silicone" che si può spalmare sui suoi lati, sotto la parte filettata, e che dovrebbe servire a impedire che il calcare lo inchiodi un'altra volta.


Una volta sostituita la guarnizione del Vitone, bisogna rimontare il rubinetto e c'è il problema delle guarnizioni che tenevano ancorato il rubinetto alla ceramica del Bidet; come si vede dalla foto sotto le guarnizioni diventano vecchie, si seccano, e magari finchè il rubinetto era installato tenevano ancora bene, ma una volta smontato è possibile che si rompano, si stacchino dei pezzi e che quindi non siano più riutilizzabili, o che rischioso rimontarlo con le guarnizioni originali:

Se il rubinetto è vecchio, è difficile trovare le guarnizioni uguali a quelle originali; nel mio caso per esempio quella sottostante era proprio fatta ad-hoc, era filettata e aveva la parte superiore della misura giusta per riempire la differenza di diametro tra il rubinetto e l'alloggiamento, che come abbiamo visto è più largo:

Per sostituire questa ho comprato la guarnizione da Piletta, quella standard che costa 1 euro circa, comprensiva del dischetto di metallo sottostante, quello che sta tra la guarnizione e il dado che la spinge in alto; come si vede dalla foto questa guarnizione è cònica e quindi si adatta un po' a tutto, ma bisogna metterla ben centrata, in modo che - quando si stringe il dado sottostante al rubinetto - questa entri in verticale e non in diagonale, altrimenti perderà acqua. Questa guarnizione non è filettata ma essendo da mezzo pollice, stringe bene sulla parte filettata del tubo-rubinetto:


Per la guarnizione superiore invece ho preso quella della foto sotto; non so a cosa serva esattamente (forse è quella che si usa nelle vaschette del WC) ma assomigliava abbastanza a quella che dovevo sostituire:

Come si vede dalla foto, questa guarnizione ha la parte "sporgente" su entrambe le superfici mentre quella originale aveva questa sporgenza solo da una parte, quella verso il basso che va a riempire la differenza tra il diametro del rubinetto e il foro nella ceramica del bidet, quindi - come si vede dalle foto sotto - con un cutter ho tagliato una delle due sporgenze:



In questo modo una delle due superfici è piana, mentre sotto ho lasciato la parte sporgente, ottenendo una guarnizione simile a quella originale.

A questo punto si rimonta il rubinetto, con sotto la guarnizione cònica da Piletta, e sopra la guarnizione da WC adattata manualmente. Come si vede nell'immagine sotto, la guarnizione è più larga di quanto serva, quindi a questo punto, sempre con il cutter, si può tagliare la parte eccedente:

Il risultato è così: la guarnizione ha esattamente il diametro della parte piatta del rubinetto e nella foto si vede l'eccedenza che è stata tagliata:


Per ricollegare il tubo dell'acqua al rubinetto, avevo comprato la canapa e la pasta verde da idraulico (al Brico vendono un pacchetto che contiene sia la canapa che un barattolo di pasta, per 2.5 Euro), ma mettere la canapa richiede pratica (capire quanta canapa mettere, quanta pasta, stenderla bene in modo uniforme, non metterne troppa, nè poca, ecc...) allora alla fine ho comprato il nastro di teflon (80 centesimi per 12 metri di nastro!!!) che rappresenta l'evoluzione moderna della canapa ed è molto più facile da applicare.
Su internet c'è una accesa diatriba se sia meglio la canapa o il teflon e i commenti sono equamente divisi tra l'uno e l'altro strumento; purtroppo queste discussioni, anzichè essere tese all'oggettività e ad una razionale disquisizione dei vantaggi dell'uno o dell'altro, sono perturbate:
  • dalle opinioni dei nostalgici, per i quali le cose di una volta sono sempre le migliori e quindi sostengono la canapa soprattuto perchè è difficile da mettere e non vogliono che l'abilità che hanno conseguito venga azzerata da un nuovo strumento accessibile a tutti;
  • dalle opinioni di chi si schiera sempre dalla parte di ciò che è moderno, e quindi sostiene il teflon, ma magari lo sostiene solo perchè è molto più facile da mettere.

Intanto che c'ero e visto che ormai avevo smontato tutto, anzichè rimontare i tubicini rigidi vecchia maniera, li ho sostituiti con dei flessibili e inoltre ho anche applicato- al tubo che esce dal muro - dei rubinetti/valvola (3 Euro l'uno), in modo che - in caso di problemi, perdite o lavori successivi - non sia più necessario chiudere l'acqua a tutta la casa, ma sia sufficiente chiudere questi rubinettini:


Nella foto sopra si vede il dado e il dischetto di metallo che premono la guarnizione cònica che si mette sotto il rubinetto.

Qualcuno potrebbe obiettare che i tubi flessibili, avendo una guarnizione interna nei due punti in cui si raccordano, non richiedono nè la canapa nè il teflon, e probabilmente è vero, ma mettere un po' di teflon non costa niente e quindi per sicurezza l'ho messo lo stesso. Visto che i flessibili erano un po' lunghi, li ho incrociati; in questo modo l'acqua calda - che solitamente è a sinistra - esce a destra e viceversa, quindi ho anche cambiato le manopole sopra in modo che si vedesse il rosso e il blu nei posti giusti.

Due consigli finali:
1) se il rubinetto che perde - e che quindi si vuole smontare - è quello dell'acqua calda, non c'è bisogno di chiudere l'acqua in tutta la casa, ma basta chiudere il rubinetto che porta l'acqua alla caldaia
2) l'altro consiglio è che quando si svita e si riavvita il vitone questo dovrebbe essere nella posizione in cui la guarnizione è sollevata al massimo, ovvero nella posizione di rubinetto completamente aperto, poichè in questo modo - sia quando si svita il Vitone, sia quando lo si riavvita - la guarnizione non entrerà mai in contatto con il punto su cui va stringere per chiudere il flusso dell'acqua, quindi prima di iniziare a fare il lavoro è  meglio ruotare tutta la manopola del rubinetto in modo che sia completamente aperto.

 

Update 14/08/2022

Con tempismo discutibile, ovvero di domenica e la domenica prima di ferragosto, ho deciso di cambiare le guarnizioni sotto ai vitoni, ma ... come si fa? Ovvero come si fa a tenere fermo il rubinetto mentre si svita il vitone? Se si guarda la foto appena qui sopra si vede bene che non c'è niente che permetta di tenere fermo il corpo del rubinetto; cioè di sopra con una chiave giusta si prende il vitone, ma questo post è originariamente del 2016, e quindi sono passati 6 anni e il vitone non si svita facilmente, per cui serve qualcosa per tenere fermo il corpo del rubinetto, altrimenti - cercando di svitare il vitone - girerà tutto. Sotto, le uniche due parti esagonali sono l'attacco del flessibile, e il dado-ghiera che serve a spingere la guarnizione che c'è sotto il rubinetto, quindi non sono punti che tengono fermo il rubinetto. Con una pinza ho provato a tenerlo fermo prendendo sulla parte filettata libera, ma con risultati scarsi e in più il rischio di rovinare il filetto. Risultato: girando il vitone, girava tutto il rubinetto, e quindi l'attacco del flessibile che porta l'acqua si è svitato leggermente e ha cominciato a perdere... grrr.

Quindi, per cambiare una cavolo di guarnizioncina, bisogna smontare tutto il rubinetto per metterlo in morsa e poi riuscire a svitare il vitone. Allora l'ho smontato, ma le due guarnizioni che ci sono tra il rubinetto e il bidet (quelle che si vedono nella foto sotto, foto relativa alla prima volta che li ho smontati) erano già mezze marce, e quindi non potevo rimontarlo con quelle, ed era domenica, e il giorno dopo era ferragosto, e non mi andava di ricominciare da capo.

 

Allora ho controllato che il Bricoman (adesso Tecnomat) fosse aperto, e ho deciso di togliere tutto e mettere un miscelatore. Non è possibile che per cambiare le due guarnizioncine che ci sono sotto i vitoni si debba smontare tutto l'ambaradan ogni volta... allora vai di svecchiamento tecnologico.

Lavori in corso:

 

 

Ed ecco il risultato:


 
Dove c'erano i rubinetti si mettono due "tappi", e il miscelatore si mette dove prima c'era solo l'astina per aprire e chiudere il tappo.

I tubi che escono dal muro sono da 1/2 pollice, mentre gli attacchi dei flessibili sono da 3/8 di pollice, quindi ho comprato due riduzioni (quelle color ottone). Ho eliminato i rubinetti di arresto che c'erano prima perchè avevano sia il maschio che la femmina da 1/2 pollice, e quindi mettendo anche la riduzione poi sporgevano troppo, oppure avrei dovuto sostituirli con dei rubinetti di arresto con la femmina da 1/2 pollice e il maschio da 3/8, e quindi potere attaccare i flessibili a quest'ultimo, ma con le riduzioni sono andato sulla soluzione più semplice.
 

Sotto:


Quando inizierà a perdere questo, dovrò solo smontare e sostituire la cartuccia che c'è dentro al rubinetto, quindi conto di non toccare mai più la parte che c'è sotto il bidet.

giovedì 4 agosto 2016

Perchè le Antenne Paraboliche puntano verso l'orizzonte ?

Un amico, di recente, mi ha fatto notare che le antenne paraboliche sopra le case non puntano verso il cielo ma praticamente verso l'orizzonte, solo appena un po' più in alto dell'orizzonte, e si chiedeva come mai visto che - dovendo puntare ad un satellite - avrebbero dovuto essere orientate più verso il cielo.... allora ho provato un po' a scartabellare e ho tratto la conclusione che sègue.

In questa immagine, per esempio, si vedono 6 antenne che sono appena un po' inclinate verso l'alto rispetto all'orizzonte (quella sul balcone con le lenzuola stese è quasi orizzontale):



Ultimamente ho scoperto che ci sono migliaia di video e siti che sostengono che la terra non sia una sfera ma sia piatta, e che il Sole e la Luna siano piccoli come li vediamo in cielo, e girino sopra il disco-Terra su cui ci troviamo noi.

La Terra sarebbe così, un disco - semitondeggiante verso il Polo Nord - con il Sole e la Luna piccoli che girano:


In particolare il Sole, essendo piccolo e vicino, illuminerebbe solo un po' del disco-Terra-piatta creando il giorno che si sposta, come in questa immagine:

Questa cosa delle antenne che puntano verso l'orizzonte viene spiegata dai sostenitori della Terra-piatta con il fatto che i satelliti non esistono e che le antenne paraboliche delle abitazioni puntino a dei trasmettitori a terra, installati su colline/montagne, e che per questo motivo puntino verso l'orizzonte anzichè verso il cielo. Secondo questa teoria anche il sistema GPS non sarebbe realizzato con i satelliti bensì con delle antenne a terra utili per implementare la triangolazione/trilaterazione del sistema ricevente.

In questo post non si parla però del fatto che la Terra sia una sfera o sia piatta, ma la spiegazione che sègue - sul perchè delle antenne paraboliche che puntano all'orizzonte - parte dal presupposto che la Terra sia una sfera, e che i satelliti esistano.

La prima cosa che ho scoperto è che i satelliti geostazionari, per definizione, sono sul piano equatoriale. Io credevo che geostazionario significasse solo che il satellite è sempre sopra lo stesso punto della Terra, mentre la cosa che non sapevo è che, per essere definiti geostazionari, devono essere sul piano che taglia la terra all equatore.

Wikipedia, Orbita Geostazionaria: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Orbita_geostazionaria

Esempio di satelliti geostazionari, si vede bene che sono sul piano equatoriale:


Per essere stazionari sempre sullo stesso punto dell'Equatore, devono fare un giro completo in 24 ore, quindi non possono essere ad una altezza qualsiasi ma ad una altezza tale per cui siano in equilibrio tra il non essere attratti verso la Terra (e schiantarsi) e il non partire per la via di fuga. Questa altezza è circa di 38.000 km, con un po' di variazione in base alla massa del Satellite (credo).
Se fossero più bassi, allora per non schiantarsi a terra dovrebbero muoversi più velocemente (e quindi farebbero il giro in meno di 24 ore), se fossero più alti allora dovrebbero essere più lenti per non partire per la tangente (e farebbero il giro in più di 24 ore).

"I satelliti per il broadcasting Tv sono posizionati in un’orbita geostazionaria al di sopra dell’equatore" (frase estrapolata da qui: http://www.eurosat-online.it/puntiamo-la-parabola-fondamentale-la-precisione/), quindi i satelliti usati per vedere la TV, ovvero quelli a cui puntano le antenne paraboliche che si vedono sopra le case, sono geostazionari e quindi sono sul piano equatoriale.

Ci sono molte immagini sull'orbita Geostazionaria, come quelle sopra, in cui non sono rispettate le proporzioni; infatti il diametro della Terra è ~ 13.000 km, e quindi se i satelliti sono a 38.000 km di quota, la loro distanza dalla Terra deve essere circa tre volte il diametro della Terra stessa. L'immagine sopra che mostra i Satelliti geostazionari non è proporzionata perché i satelliti sono a una distanza pari al diametro della Terra, quindi sono a circa 13.000 km di distanza.

Questa sotto invece mostra un satellite a 42.000 km in modo più proporzionato:



Essendo il satellite sul piano equatoriale, la linea marroncina cade sull'Equatore, e quindi se immaginiamo dov'è l'Italia, si capisce bene che una antenna per puntare verso il satellite non deve puntare verso il cielo, in alto, ma verso l'orizzonte; inoltre più si sale verso i Poli (in Svezia o in Norvegia, per esempio) e più sarà orientata verso il basso, mentre più si scende verso l'equatore e più sarà in verticale, per arrivare all'equatore in cui la parabola punterà esattamente al cielo in modo perpendicolare alla Terra.

Questa è la spiegazione che mi sono dato.


Per informazione, i satelliti del GPS non sono geostazionari, e creano una rete che avvolge la terra come in questa immagine, le orbite sono tante e distribuite su piani diversi. 


Questi satelliti non sono fissi rispetto ad un osservatore terrestre (cioè non sono stazionari); qui si trova una GIF animata che mostra meglio come sono: https://it.m.wikipedia.org/wiki/File:ConstellationGPS.gif


Update del 19 settembre 2018.
Come ha fatto notare un Anonimo nei commenti, le antenne paraboliche sono orientate più in basso rispetto alla direzione con cui arriva al segnale, come illustrato dalla figura sotto, quindi poichè "guardano" più in basso rispetto a dove è il satellite, il loro orientamento è ancora più in basso e ancora più orizzontale.






sabato 28 maggio 2016

Tosaerba MEP con motore Tecumseh BVS 143 153

Un altro pezzo ormai storico, un piccolo tosaerba MEP, già anche un po' arrugginito, con motore Tecumseh BVS, che dopo almeno 10 anni di stop è stato resuscitato da un amico meccanico (di camion), che l'ha trasformato in una macchina che parte al primo tirone del cordino di avviamento.

Tempo fa avevo cercato info su internet per cambiare l'olio ma avevo solo scoperto la travagliata storia della Tecumseh Engines, azienda americana (Tecumseh era un capo indiano, da cui il simbolo dell'indiano con le piume :) ), fallita e poi rianimata.

Molto bella la storia dei motori per tosaerba che si trova su Wikipedia:

Un'altra info preziosa che avevo cercato, e non trovato, era se il dado da svitare per smontare la lama era normale o inverso. Alla fine ho provato a svitarlo in entrambi i sensi e ho scoperto che era normale.

Il vero pezzo da 90 di questa raccolta di documenti è il libretto del motore:

E poi un manuale generico dei motori Tecumseh prodotti prima del 2004; preziose le indicazioni su come interpretare le informazioni contenute nella targhetta applicata al motore:

Qui il post sul Decespugliatore Kawasaki TD 133:

Ecco alcuni scatti del glorioso...

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English version
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Another historic piece, a small, already a bit rusty, MEP mower, with Tecumseh BVS engine, which after 10 years of stop has been resurrected by a (truck) mechanical friend, which has turned it into a perfect machine that starts at the first pull of the starter cord.

Some time ago I had googled internet info about the oil change, but I had just discovered the troubled history of Tecumseh Engines, an American company (Tecumseh was an Indian leader, and that’s why the symbol of the Indian with feathers :)) failed and then resurrected.

Another precious info I had looked for, and not found, was whether the nut to disassemble the blade was normal or inverse. Then I tried in both directions and I found it was normal.

The very special piece of this collection of documents is the engine booklet:

And then a generic manual of Tecumseh engines produced before 2004; Precious information on how to interpret the information on the nameplate applied to the engine:

Here is the post on the Kawasaki TD 133 brush trimmer:

And here, some pictures of the glory mower…






Si scopre che è del 1987 
e che MEP significa Marazzini Ernesto Parabiago :)))))
 


La scritta indica di riempire l'olio fino al massimo, infatti come si può leggere da Wikipedia:

Ebbero successo i motori della casa Statunitense Tecumseh concorrente della già nota Briggs & Stratton. Utilizzava la stessa tecnologia di motore (4 tempi, con valvole laterali a bilanciere) ma a differenza dei Briggs & Stratton, costavano poco ma avevano una discreta qualità. Questi motori però avevano una scarsa lubrificazione, poiché non avevano una pompa dell'olio come i Briggs & Stratton, ma avevano un sistema di lubrificazione a sbattimento, ovvero il pistone, raggiungendo il PMI (punto morto inferiore) prendeva olio dalla coppa e lo portava nel cilindro, lubrificandosi. Se la coppa però non era completamente piena d'olio, il motore ad alti regimi, non riceveva una sufficiente lubrificazione, e non è raro trovare motori Tecumseh grippati o con la biella spezzata. In questi casi, la biella, spezzandosi, usciva dal blocco motore a forte velocità procurando un foro più o meno grande, nel blocco motore.

Nonostante l'età il motore gira come il 6 cilindri di una Maserati :)




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Update 29/04/2019.
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Aggiungo un po' di foto della zona carburatore, richieste nei commenti.

La Carburatore è un Dell'Orto FHC 20 13 A.

Questa è la vista laterale del mio, non credo sia molto utile, perchè se non ho capito male a Luca interessa l'altro lato:


Dall'alto, sul lato opposto, si vede un tirante nero e una levetta, ma meglio di così non sono riuscito a fare:


Qui sotto i contributi che ha mandato Maxdiroma:




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Update 30/04/2019.
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Metto qui il commento dell'incontenibile Luca :)

Questo è il mio rasaerba:

 Si toglie il serbatoio SFILANDOLO dalle apposite fessure:

Lo si può appoggiare a lato o, anche, togliere se si stacca il tubicino della benzina: 

Troviamo, così, le viti che fissano il filtro dell'aria sul carburatore:

Svitandole, con un normale cacciavite a stella, finalmente si vedono i 2 famosi tiranti: 

Sopra il carburatore abbiamo la piastra comando, fissata sul carburatore da due viti non metriche (da notare il cavetto elettrico di massa, che serve per far spegnere il motore, quando mettiamo al minimo l'acceleratore:






 Per svitare le viti ho usato una boccola da 5/16:

 E' anche facile sapere dove riposizionarle, dato che hanno lasciato i sgni delle rondelle dentate sulla piastra:

Purtroppo una delle viti è sotto il coperchio del motore. Per cui si devono svitare anche le viti del tubo che porta la miscela aria/benzina al motore:

 di cui una sorregge anche la griglia metallica:

 E' più facile a fare che a descrivere:

Ecco qui i due tiranti "incriminati": uno serve per registrare l'erogazione della miscela (quello con la molla); l'altro non lo so:

Questa è una vista da sotto la piastra, senza staccare di nuovo i tiranti:

E queste sono le boccole che uso, che si trovano anche dai cinesi: