lunedì 12 febbraio 2018
Sensore esterno Oregon Scientific compatibile con Stazione BAR122HGN
Ho una vecchia Stazione BAR122HGN della Oregon Scientific, alla quale è associato il sensore esterno wireless THGR228N, il quale ultimamente non funziona più (prima è saltato l'igrometro che segnalava sempre pochissima umidità anche in condizioni di pioggia o nebbia, e adesso la temperatura, che indica 20 gradi quando al massimo ce ne sono 3).
Il vecchio sensore THGR228N non si trova più in commercio e non ho trovato quali sensori attualmente in vendita si possano associare alla mia Stazione.
Allora ho chiesto direttamente alla Oregon Scientific che in pochissimi minuti mi ha risposto indicandomi il Sensore THGN132N.
Devo ancora prenderlo, quindi non chiedetemi come funziona :)
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Update 27/02/2018:
Il sensore THGN132N suggeritomi da Oregon Scientific costava 34 euro, e con 50 euro si trovava su Amazon il pacco completo (Stazione BAR208HG + Sensore THGN132N), quindi con 16 euro in più del solo Sensore ho comprato il pacco completo.
Sistemo tutto e noto che la Stazione BAR208HG nuova dopo qualche ora perde il segnale dal Sensore esterno.
Siamo nel periodo di Burian/Buran, quindi con temperature sotto 0°, e per queste temperature il manuale consiglia di mettere nel Sensore esterno una batteria al LITIO invece della solita Alcalina.
Però la vecchia Stazione BAR122HGN (che ha 15 anni almeno) il segnale dal nuovo sensore esterno lo prende eccome (!?!).
Niente, immagino che a causa del freddo la batteria Alcalina del Sensore esterno perda potenza, quindi il Sensore emetta un segnale debole che viene captato dalla vecchia Stazione BAR122HGN che ha l'antenna esterna, e non captato dalla nuova Stazione BAR208HG che ha l'antenna interna.
Allora compro le batterie al LITIO e ne metto una nel Sensore esterno.
Vediamo stanotte, con il freddo, cosa succede.
venerdì 22 settembre 2017
Autonoleggio low-cost... è una fregatura?
Premessa: ho noleggiato varie auto negli anni da 2009 a 2014, in Germania, in Olanda, in Lussemburgo, sia per vacanza che per lavoro (2 volte a Francoforte). Pagavo cifre attorno ai 40 euro al giorno, per macchine piccole, tipo Fiesta o anche meno (Hundai i10). Quando mi davano l'auto, davo un'occhiata sommaria per vedere che non avesse danni non riportati nel foglio di consegna, ma a volte pioveva, l'auto era bagnata, andavo di fretta, insomma guardavo distrattamente. Ho sempre restituito le chiavi nella safety-box perché tornavo verso le 5 del mattino per prendere aerei che tornavano in Italia al mattino presto. MAI AVUTO UN PROBLEMA.
Adesso, sollecitato da una segnalazione, ho scoperto che esistono gli Autonoleggi "low-cost", che spesso sono delle branche di noleggi più quotati e famosi.
Ma sono veramente low-cost? Vediamolo.
Questi noleggi, anche con pochi giorni di anticipo, propongono delle auto a 8-10 euro al giorno, un prezzo veramente incredibile. Spesso hanno delle franchigie alte, ovvero la quota in carico al Cliente in caso di danni al veicolo è piuttosto alta, diciamo tra i 1.000 e i 2.000 euro. Una volta arrivati al ritiro dell'auto il personale suggerisce al Cliente di comprare un prodotto aggiuntivo che serve ad azzerare la franchigia, quindi in caso di danni al veicolo il Cliente non ha costi aggiuntivi (sto un po' semplificando, perchè non è che se uno prende a martellate la propria auto allora la passa liscia). Il costo di questi prodotti varia tra 35-45 euro al giorno. Con questo costo aggiuntivo il prezzo che il Cliente paga ritorna ai livelli normali di un costo di noleggio classico e quindi il prezzo low-cost non c'è più. Questo prodotto non è obbligatorio, ma se non lo si compra la Compagnia di Noleggio si cautela bloccando sulla Carta di Credito del Cliente un importo pari alla franchigia, perchè in questo modo è sicura che il Cliente potrà pagare i danni con la Carta che ha fornito. Se il Cliente sulla Carta non ha un plafond sufficiente per coprire questo importo, o perchè ha un plafond più basso o perchè ha già usato la Carta per altre spese, è obbligato a comprare il prodotto che azzera le franchigie.
Supponendo di avere plafond sufficiente sulla Carta, la cosa ovvia è non comprare questo prodotto aggiuntivo che azzera la franchigia e stare attenti a non fare danni, in questo modo la macchina costerà ancora 8-10 euro al giorno. Facile no?
No.
Stando alle centinaia di post sui vari forum, i Clienti si lamentano che spesso quando restituiscono l'auto gli vengono addebitati danni che - secondo loro - erano pre-esistenti, con importi che vanno dai 300 ai 500 euro anche per danni lievi (le compagnie di noleggio hanno delle tabelle dove per ogni danno, graffio, ammaccatura, finestrino, ecc...è riportato un importo fisso, ). Quando il Cliente ritira l'auto, gli viene consegnata una Lettera di Noleggio che riporta i danni pre-esistenti; il Cliente ha la facoltà di esaminare l'auto e, se ne trova, può chiedere che altri danni vengano aggiunti a questa Lettera in modo che poi non siano attribuibili alla sua responsabilità.
Quindi per evitare che la compagnia ti addebiti un danno pre-esistente è sufficiente fare un esame approfondito dell'auto, aggiungere nella Lettera di Noleggio i danni eventualmente non ancora presenti, e si è a posto, non si compra il prodotto che azzera la franchigia e la macchina costerà ancora 8-10 euro al giorno. Facile no?
No.
Qui di sèguito riporto alcuni "trucchi" ricorrenti che si trovano nei forum e nelle recensioni negative:
- Serratura manuale: nessuno usa più le chiavi per aprire gli sportelli dell'auto visto che c'è il telecomando, quindi il cliente controlla tutta la carrozzeria ma non si accorge che la serratura non funziona. Non se ne accorge nemmeno nei giorni in cui usa l'auto perchè utilizza sempre il telecomando per aprire e chiudere (come facciamo tutti). Quando restituisce l'auto, l'addetto fa notare che la serratura non funziona, lo attribuisce ad un tentativo di effrazione occorso durante il noleggio, quindi un danno procurato alla macchina e il cliente paga, magari 300-400 euro per la riparazione. La serratura non viene riparata e serve che continui ad essere rotta per potere incastrare con lo stesso giochetto il prossimo Cliente.
- pneumatico tagliato: viene asportata una striscia di pneumatico sulla spalla esterna, il cliente non se ne accorge perché lo pneumatico è scuro, sporco, ecc... Al ritorno viene contestato il danno e addebitato il costo di una gomma.
- graffio sul copriruota/cerchio; sono difficili da vedere perché solitamente ci si concentra sulla carrozzeria, questi graffi sono già presenti e non riportati nel foglio di consegna, al rientro vengono contestati e fatti pagare al Cliente
- graffio sotto il paraurti anteriore: difficilissimo da vedere (bisognerebbe coricarsi sotto l'auto), ma molto facile farlo quando si parcheggia e davanti c'è un marciapiedi un po' alto contro cui si tocca, anche solo leggermente; in questo caso si attribuisce il graffio ad una manovra di parcheggio e il Cliente paga
- danno sottoscocca, cioè danno dovuto all'avere urtato una sporgenza nel terreno, o dovuto a sassi, ecc..., difficilissimo da vedere (bisognerebbe coricarsi sotto l'auto)
In pratica è impossibile verificare tutta una auto intera, fare notare ogni singola imperfezione, bisognerebbe essere dei professionisti, avere l'occhio allenato, spenderci moltissimo tempo e anche conoscere tutti i possibili escamotage come quelli elencati sopra. Bisognerebbe poi verificare anche gli interni: uno strappetto alla tappezzeria, una macchia, la mancanza di una chiave tra gli attrezzi in dotazione, è praticamente impossibile accorgersi di tutto.
Spesso nei forum viene riferito che alla riconsegna dell'auto l'addetto non trova il difetto dopo lunga e attenta ispezione, ma va diretto al problema come se ne conoscesse già l'esistenza, il che fa aumentare il sospetto che il danno fosse risaputo e volutamente omesso nella Lettera di Noleggio.
Morale, le compagnie low-cost attirano il cliente con prezzi incredibili (es: 8-10 euro al giorno, che sono una cifra ridicola; nemmeno una bicicletta costa così poco), poi se il cliente accetta di comprare il prodotto che azzera la franchigia, dell'ordine di 35-45 euro al giorno, in pratica riporta il costo di noleggio allo standard che permette alla compagnia di guadagnare e sopravvivere, se invece il cliente non compra prodotti aggiuntivi la compagnia è in perdita (8 euro al giorno non sono ammissibili) e quindi poi può guadagnare facendo pagare danni pre-esistenti che sono un guadagno puro perché non vengono riparati, ma anzi serviranno a stangare il prossimo Cliente che rifiuta i costi aggiuntivi.
Inoltre se il Cliente restituisce l'auto negli orari in cui l'ufficio di ritiro è chiuso (cosa che avviene spesso), le chiavi vengono lasciate in una safety-box, e poi l'esame dei danni aggiuntivi viene effettuato dall'addetto al ricevimento il giorno dopo, e questo avviene senza la presenza del Cliente che così è ancora più impossibilitato a contestare i danni che gli vengono imputati. Poi le procedure di reclamo sono difficoltose, richiedono chiamate a numeri a pagamento, lunghe attese, e alla fine il Cliente pagherà per sfinimento.
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C'è però uno scenario aggiuntivo che complica ulteriormente le cose.
Spesso le auto non vengono noleggiate direttamente sui siti delle Compagnie ma tramite degli aggregatori che fanno la ricerca in parallelo su varie compagnie di noleggio e alla fine presentano al cliente tutte le possibilità. Questi siti (broker) propongono al cliente di comprare una Assicurazione che risarcirà il Cliente qualora dovesse pagare alla compagnia di noleggio dei danni procurati. Questa Assicurazione viene venduta direttamente dal Broker e la Compagnia di Noleggio non ne è al corrente, infatti spesso i Clienti lamentano che - malgrado abbiano comprato l'Assicurazione dal Broker - quando vanno a ritirare l'auto al banco, l'operatore propone loro di comprare il prodotto che azzera le franchigie. In questa situazione la cosa giusta da fare è rifiutare l'offerta di questo prodotto; in caso di danno il Cliente pagherà alla compagnia il danno e poi chiederà il rimborso al Broker con il quale ha sotto scritto la polizza di Assicurazione.
Spesso però questa cosa non si riesce a fare; succede infatti che il Cliente arriva al banco del noleggio, non vuole comprare il prodotto che azzera la franchigia ma non ha plafond sufficiente sulla Carta di Credito per coprire la franchigia e quindi è costretto a comprare il prodotto che la azzera, e in questo modo ha comprato l'Assicurazione inutilmente.
Supponiamo invece che il Cliente compri l'Assicurazione dal Broker e poi rifiuti di comprare il prodotto che azzera la franchigia: in questo caso se la Compagnia di Noleggio applicasse sempre i trucchetti di sopra per fare pagare al Cliente un danno pre-esistente la Compagnia Assicurativa andrebbe in perdita perchè sarebbe sempre costretta a pagare dei danni che ovviamente costano di più del prezzo dell'Assicurazione, quindi è abbastanza ovvio che i trucchetti di sopra non vengono sempre applicati dai noleggiatori, sebbene sia altrettando ovvio che 8-10 euro sia un prezzo insostenibile per noleggiare una macchina e quindi in qualche modo i noleggiatori debbano rifarsi.
Quindi cosa fare? Sicuramente serve "essere informati" su queste dinamiche, sul significato dei Prodotti che vendono sia le Compagnie di Noleggio che quelle di Assicurazione, e più di tutto bisogna spendere il tempo necessario per leggere i "Termini e Condizioni" del Servizio, cioè quelle cose noiosissime, molto lunghe, e spesso scritte in linguaggi osticamente burocratici che però sono l'unico mezzo per capire cosa stiamo veramente comprando.
lunedì 10 aprile 2017
Peugeot 308 Seconda Serie - Smontare Sostituire Cambiare Filtro Abitacolo Antipolline
La terza è corretta, bisogna aprire quello sportellino agendo sull'aletta evidenziata dalla freccia:
5) il Video non dice che a questo punto il filtro non esce perchè c'è il pannello orizzontale che ne blocca l'uscita. Fortunatamente si smonta in fretta e facilmente, agendo sulle due clip evidenziate dalle frecce gialle:
Per rimuovere le clip bisogna tirare la parte centrale; viene via facilmente anche con le dita, senza attrezzi:
Le Clip sono furbe, e quando si rimontano rimontatele con il perno centrale estratto, e poi spingete per richiuderlo:
6) se vi dà fastidio il tubo indicato nell'immagine si può estrarre tirando con poca forza, senza toglierlo del tutto, ma una volta sfilato poi si può muovere in modo da facilitare l'estrazione del filtro:
7) Ecco il filtro. Su internet si trova a circa 15 euro. Io ci ho dato una soffiata con il compressore per togliere un po' di polvere. E poi ho rimontato tutto.
Come detto all’inizio, purtroppo, la pulitura/sostituzione di questo Filtro potrebbe non risolvere il problema dell’Aria Condizionata che puzza. Nel mio caso non è servito.
mercoledì 17 agosto 2016
Rubinetto Bidet a tre (3) fori - Come è fatto il rubinetto singolo di un Bidet
Quando un rubinetto perde, nel senso che anche stringendo la manopola continua ad uscire un po' di acqua, significa che la guarnizione che c'è sotto il Vitone non chiude più bene. La guarnizione che c'è sotto al Vitone si può sostituire, e cosa sia il Vitone e come si smonti si trova facilmente su internet, infatti ci sono molti siti e video su Youtube che danno istruzioni su come fare questa "semplice" operazione (siti e video che sono propedeutici a quanto segue):
Sito: http://www.lavorincasa.it/sostuire-guarnizione-del-rubinetto/
Video:
Il problema sorge quando il Vitone non si svita così facilmente come si vede nei video. Infatti spesso il calcare lo "incricca" e quindi quando lo si gira con la chiave in realtà si fa ruotare tutto il corpo del rubinetto, il quale - sotto al bidet - è collegato al tubo dell'acqua e quindi non è buona cosa farlo girare. Insistere potrebbe essere un buon tentativo, magari provare a tenere fermo il resto del rubinetto con un'altra chiave, ma se - come è successo a me - il Vitone non si svita proprio, allora bisogna smontare tutto il rubinetto, e qui è un po' più difficile sapere in anticipo cosa aspettarsi.
Come è fatto un rubinetto singolo da bidet ? Vediamolo man mano che l'ho smontato...
In questa immagine si vede già una cosa importante: il rubinetto è un tubo e il foro nel bidet è più grande di questo tubo in modo che l'acqua allaghi lo spazio libero e poi - tramite un passaggio - raggiunga i fori centrali che fanno uscire l'acqua:
Guardando l'immagine sotto, l'acqua esce dal foro rotondo: in questo foro si vede una specie di pistoncino che sale e scende ruotando la manopola superiore; sotto a questo pistoncino c'è la guarnizione che - quando il pistone è giù al massimo, ovvero quando il rubinetto è chiuso - chiude il flusso dell'acqua, ed è la guarnizione che va cambiata (come si vede anche dal video soprariportato).
Come si vede nella foto qui sotto, il rubinetto ha una guarnizione sopra e una sotto, in modo che quando l'acqua allaga lo spazio tra il tubo-rubinetto e la ceramica del bidet, l'acqua non esca sopra e sotto:
Nell'immagine sottostante si capisce meglio il funzionamento, le guarnizioni sono in rosso, e in azzurro l'acqua:
Il rubinetto alla fine è fatto così, e nel foro tondo si vede, in basso, la guarnizione nera che dobbiamo andare a cambiare:
A questo punto - se avete smontato tutto - potete mettere in morsa il rubinetto e provare a svitare il Vitone. Nel mio caso è stato veramente durissimo. Inizialmente non stringevo troppo la morsa per paura di schiacciare il rubinetto, ma cercando di svitare il Vitone girava tutto. Allora ho progressivamente stretto sempre di più la morsa e anche così è stata durissima, al punto che mi era venuto il sospetto che questo Vitone fosse inverso e che quindi, nel tentativo di svitarlo, io lo stessi avvitando sempre di più. Poi quando ha mollato, il resto si svitava anche a mano, quindi era proprio inchiodato dal calcare, e una volta rotto il legame con il calcare non c'erano più problemi.
Una volta svitato il Vitone si sostituisce la guarnizione che c'è sotto, che è tenuta ferma da una vite o un piccolo dado. La guarnizione si trova facilmente (costa 1 euro un pacchetto che ne contiene alcune); per i dettagli di questa operazione (visto che non ho fatto le foto) rimando ai link che ho indicato all'inizio di questo post.
Prima di riavvitare il Vitone mi è caduto l'occhio in ferramenta su un tubetto di "Grasso di Silicone" che si può spalmare sui suoi lati, sotto la parte filettata, e che dovrebbe servire a impedire che il calcare lo inchiodi un'altra volta.
Una volta sostituita la guarnizione del Vitone, bisogna rimontare il rubinetto e c'è il problema delle guarnizioni che tenevano ancorato il rubinetto alla ceramica del Bidet; come si vede dalla foto sotto le guarnizioni diventano vecchie, si seccano, e magari finchè il rubinetto era installato tenevano ancora bene, ma una volta smontato è possibile che si rompano, si stacchino dei pezzi e che quindi non siano più riutilizzabili, o che rischioso rimontarlo con le guarnizioni originali:
Se il rubinetto è vecchio, è difficile trovare le guarnizioni uguali a quelle originali; nel mio caso per esempio quella sottostante era proprio fatta ad-hoc, era filettata e aveva la parte superiore della misura giusta per riempire la differenza di diametro tra il rubinetto e l'alloggiamento, che come abbiamo visto è più largo:
Per sostituire questa ho comprato la guarnizione da Piletta, quella standard che costa 1 euro circa, comprensiva del dischetto di metallo sottostante, quello che sta tra la guarnizione e il dado che la spinge in alto; come si vede dalla foto questa guarnizione è cònica e quindi si adatta un po' a tutto, ma bisogna metterla ben centrata, in modo che - quando si stringe il dado sottostante al rubinetto - questa entri in verticale e non in diagonale, altrimenti perderà acqua. Questa guarnizione non è filettata ma essendo da mezzo pollice, stringe bene sulla parte filettata del tubo-rubinetto:
Per la guarnizione superiore invece ho preso quella della foto sotto; non so a cosa serva esattamente (forse è quella che si usa nelle vaschette del WC) ma assomigliava abbastanza a quella che dovevo sostituire:
Come si vede dalla foto, questa guarnizione ha la parte "sporgente" su entrambe le superfici mentre quella originale aveva questa sporgenza solo da una parte, quella verso il basso che va a riempire la differenza tra il diametro del rubinetto e il foro nella ceramica del bidet, quindi - come si vede dalle foto sotto - con un cutter ho tagliato una delle due sporgenze:
In questo modo una delle due superfici è piana, mentre sotto ho lasciato la parte sporgente, ottenendo una guarnizione simile a quella originale.
A questo punto si rimonta il rubinetto, con sotto la guarnizione cònica da Piletta, e sopra la guarnizione da WC adattata manualmente. Come si vede nell'immagine sotto, la guarnizione è più larga di quanto serva, quindi a questo punto, sempre con il cutter, si può tagliare la parte eccedente:
Il risultato è così: la guarnizione ha esattamente il diametro della parte piatta del rubinetto e nella foto si vede l'eccedenza che è stata tagliata:
Per ricollegare il tubo dell'acqua al rubinetto, avevo comprato la canapa e la pasta verde da idraulico (al Brico vendono un pacchetto che contiene sia la canapa che un barattolo di pasta, per 2.5 Euro), ma mettere la canapa richiede pratica (capire quanta canapa mettere, quanta pasta, stenderla bene in modo uniforme, non metterne troppa, nè poca, ecc...) allora alla fine ho comprato il nastro di teflon (80 centesimi per 12 metri di nastro!!!) che rappresenta l'evoluzione moderna della canapa ed è molto più facile da applicare.
Su internet c'è una accesa diatriba se sia meglio la canapa o il teflon e i commenti sono equamente divisi tra l'uno e l'altro strumento; purtroppo queste discussioni, anzichè essere tese all'oggettività e ad una razionale disquisizione dei vantaggi dell'uno o dell'altro, sono perturbate:
- dalle opinioni dei nostalgici, per i quali le cose di una volta sono sempre le migliori e quindi sostengono la canapa soprattuto perchè è difficile da mettere e non vogliono che l'abilità che hanno conseguito venga azzerata da un nuovo strumento accessibile a tutti;
- dalle opinioni di chi si schiera sempre dalla parte di ciò che è moderno, e quindi sostiene il teflon, ma magari lo sostiene solo perchè è molto più facile da mettere.
Intanto che c'ero e visto che ormai avevo smontato tutto, anzichè rimontare i tubicini rigidi vecchia maniera, li ho sostituiti con dei flessibili e inoltre ho anche applicato- al tubo che esce dal muro - dei rubinetti/valvola (3 Euro l'uno), in modo che - in caso di problemi, perdite o lavori successivi - non sia più necessario chiudere l'acqua a tutta la casa, ma sia sufficiente chiudere questi rubinettini:
Nella foto sopra si vede il dado e il dischetto di metallo che premono la guarnizione cònica che si mette sotto il rubinetto.
Qualcuno potrebbe obiettare che i tubi flessibili, avendo una guarnizione interna nei due punti in cui si raccordano, non richiedono nè la canapa nè il teflon, e probabilmente è vero, ma mettere un po' di teflon non costa niente e quindi per sicurezza l'ho messo lo stesso. Visto che i flessibili erano un po' lunghi, li ho incrociati; in questo modo l'acqua calda - che solitamente è a sinistra - esce a destra e viceversa, quindi ho anche cambiato le manopole sopra in modo che si vedesse il rosso e il blu nei posti giusti.
Due consigli finali:
1) se il rubinetto che perde - e che quindi si vuole smontare - è quello dell'acqua calda, non c'è bisogno di chiudere l'acqua in tutta la casa, ma basta chiudere il rubinetto che porta l'acqua alla caldaia
2) l'altro consiglio è che quando si svita e si riavvita il vitone questo dovrebbe essere nella posizione in cui la guarnizione è sollevata al massimo, ovvero nella posizione di rubinetto completamente aperto, poichè in questo modo - sia quando si svita il Vitone, sia quando lo si riavvita - la guarnizione non entrerà mai in contatto con il punto su cui va stringere per chiudere il flusso dell'acqua, quindi prima di iniziare a fare il lavoro è meglio ruotare tutta la manopola del rubinetto in modo che sia completamente aperto.
Update 14/08/2022
Con tempismo discutibile, ovvero di domenica e la domenica prima di ferragosto, ho deciso di cambiare le guarnizioni sotto ai vitoni, ma ... come si fa? Ovvero come si fa a tenere fermo il rubinetto mentre si svita il vitone? Se si guarda la foto appena qui sopra si vede bene che non c'è niente che permetta di tenere fermo il corpo del rubinetto; cioè di sopra con una chiave giusta si prende il vitone, ma questo post è originariamente del 2016, e quindi sono passati 6 anni e il vitone non si svita facilmente, per cui serve qualcosa per tenere fermo il corpo del rubinetto, altrimenti - cercando di svitare il vitone - girerà tutto. Sotto, le uniche due parti esagonali sono l'attacco del flessibile, e il dado-ghiera che serve a spingere la guarnizione che c'è sotto il rubinetto, quindi non sono punti che tengono fermo il rubinetto. Con una pinza ho provato a tenerlo fermo prendendo sulla parte filettata libera, ma con risultati scarsi e in più il rischio di rovinare il filetto. Risultato: girando il vitone, girava tutto il rubinetto, e quindi l'attacco del flessibile che porta l'acqua si è svitato leggermente e ha cominciato a perdere... grrr.
Quindi, per cambiare una cavolo di guarnizioncina, bisogna smontare tutto il rubinetto per metterlo in morsa e poi riuscire a svitare il vitone. Allora l'ho smontato, ma le due guarnizioni che ci sono tra il rubinetto e il bidet (quelle che si vedono nella foto sotto, foto relativa alla prima volta che li ho smontati) erano già mezze marce, e quindi non potevo rimontarlo con quelle, ed era domenica, e il giorno dopo era ferragosto, e non mi andava di ricominciare da capo.
Allora ho controllato che il Bricoman (adesso Tecnomat) fosse aperto, e ho deciso di togliere tutto e mettere un miscelatore. Non è possibile che per cambiare le due guarnizioncine che ci sono sotto i vitoni si debba smontare tutto l'ambaradan ogni volta... allora vai di svecchiamento tecnologico.
Lavori in corso:
Ed ecco il risultato:
Sotto:
Quando inizierà a perdere questo, dovrò solo smontare e sostituire la cartuccia che c'è dentro al rubinetto, quindi conto di non toccare mai più la parte che c'è sotto il bidet.
giovedì 4 agosto 2016
Perchè le Antenne Paraboliche puntano verso l'orizzonte ?
In questa immagine, per esempio, si vedono 6 antenne che sono appena un po' inclinate verso l'alto rispetto all'orizzonte (quella sul balcone con le lenzuola stese è quasi orizzontale):
Ultimamente ho scoperto che ci sono migliaia di video e siti che sostengono che la terra non sia una sfera ma sia piatta, e che il Sole e la Luna siano piccoli come li vediamo in cielo, e girino sopra il disco-Terra su cui ci troviamo noi.
La Terra sarebbe così, un disco - semitondeggiante verso il Polo Nord - con il Sole e la Luna piccoli che girano:
In particolare il Sole, essendo piccolo e vicino, illuminerebbe solo un po' del disco-Terra-piatta creando il giorno che si sposta, come in questa immagine:
Questa cosa delle antenne che puntano verso l'orizzonte viene spiegata dai sostenitori della Terra-piatta con il fatto che i satelliti non esistono e che le antenne paraboliche delle abitazioni puntino a dei trasmettitori a terra, installati su colline/montagne, e che per questo motivo puntino verso l'orizzonte anzichè verso il cielo. Secondo questa teoria anche il sistema GPS non sarebbe realizzato con i satelliti bensì con delle antenne a terra utili per implementare la triangolazione/trilaterazione del sistema ricevente.
In questo post non si parla però del fatto che la Terra sia una sfera o sia piatta, ma la spiegazione che sègue - sul perchè delle antenne paraboliche che puntano all'orizzonte - parte dal presupposto che la Terra sia una sfera, e che i satelliti esistano.
Update del 19 settembre 2018.
Come ha fatto notare un Anonimo nei commenti, le antenne paraboliche sono orientate più in basso rispetto alla direzione con cui arriva al segnale, come illustrato dalla figura sotto, quindi poichè "guardano" più in basso rispetto a dove è il satellite, il loro orientamento è ancora più in basso e ancora più orizzontale.
sabato 28 maggio 2016
Tosaerba MEP con motore Tecumseh BVS 143 153
Ecco alcuni scatti del glorioso...
And here, some pictures of the glory mower…
Ebbero successo i motori della casa Statunitense Tecumseh concorrente della già nota Briggs & Stratton. Utilizzava la stessa tecnologia di motore (4 tempi, con valvole laterali a bilanciere) ma a differenza dei Briggs & Stratton, costavano poco ma avevano una discreta qualità. Questi motori però avevano una scarsa lubrificazione, poiché non avevano una pompa dell'olio come i Briggs & Stratton, ma avevano un sistema di lubrificazione a sbattimento, ovvero il pistone, raggiungendo il PMI (punto morto inferiore) prendeva olio dalla coppa e lo portava nel cilindro, lubrificandosi. Se la coppa però non era completamente piena d'olio, il motore ad alti regimi, non riceveva una sufficiente lubrificazione, e non è raro trovare motori Tecumseh grippati o con la biella spezzata. In questi casi, la biella, spezzandosi, usciva dal blocco motore a forte velocità procurando un foro più o meno grande, nel blocco motore.
Questo è il mio rasaerba:
Si toglie il serbatoio SFILANDOLO dalle apposite fessure:
Lo si può appoggiare a lato o, anche, togliere se si stacca il tubicino della benzina:
Troviamo, così, le viti che fissano il filtro dell'aria sul carburatore:
Svitandole, con un normale cacciavite a stella, finalmente si vedono i 2 famosi tiranti:
Per svitare le viti ho usato una boccola da 5/16:
E' anche facile sapere dove riposizionarle, dato che hanno lasciato i sgni delle rondelle dentate sulla piastra:
Purtroppo una delle viti è sotto il coperchio del motore. Per cui si devono svitare anche le viti del tubo che porta la miscela aria/benzina al motore:
di cui una sorregge anche la griglia metallica:
E' più facile a fare che a descrivere:
Ecco qui i due tiranti "incriminati": uno serve per registrare l'erogazione della miscela (quello con la molla); l'altro non lo so:
Questa è una vista da sotto la piastra, senza staccare di nuovo i tiranti:
E queste sono le boccole che uso, che si trovano anche dai cinesi:



















































