domenica 19 ottobre 2014

Scaricare i video di RAI Replay

RAI Replay mette a disposizione per una settimana i video in Streaming dei suoi programmi.

Cercando su internet come scaricarli sul proprio PC si trovano le soluzione più fantasiose, spesso le più macchinose, altrettanto spesso le più sbagliate (tipo installare dei download manager che non sono utili allo scopo).

Inoltre c'è il fenomeno dell'invecchiamento dei post (in cui, prima o poi, cadrà anche questo) per cui rimangono a galla vecchie soluzioni che non funzionano più.

Al momento il modo migliore è andare sul video che si vuole scaricare, copiarne l'URL e poi accedere a questa pagina web:

http://pasty.link/

in questo sito basta incollare l'URL del video di RAI Replay nel text box principale e, cliccando sulla lente, si ottiene un link da cui si può scaricare il file MP4 del video.

Senza installare software di dubbia provenienza (e dubbia utilità), senza smacchinare, in modo semplice.

L'autore della pagina è Paolo Pancaldi ( sito personale http://www.p0l.it ), il quale oltre ad avere trovato il modo di ottenere i file video, ha deciso di condividerlo e di metterlo a disposizione di tutti.

giovedì 4 settembre 2014

App Skype sempre online

Recentemente Skype ha modificato il comportamento delle sue App per dispositivi mobili affinchè possano ricevere messaggi anche quando non sono aperte sul dispositivo. Lo scopo - credo - sia quello di farle assomigliare ad altri sistemi di messaggistica (es: Whatsapp) che sono sempre in uno stato che permette loro di ricevere i messaggi anche se sono "spente" sul dispositivo, ovvero - nel caso di iOS - anche se sono state rimosse dalle App in background.

La cosa ha creato un po' di scompiglio; per anni Skype è stato usato così: se sono grigio significa che non sono raggiungibile, quindi non mandarmi messaggi perchè non li leggerò, oppure mandameli pure ma li leggerò (se anche tu sarai on-line) quando sarò di nuovo in linea. Essere grigio (off-line) oppure verde (on-line), soprattutto per chi lo usa anche per lavoro, ha assunto una certa valenza.

Con il nuovo comportamento la gente ha scoperto di essere verde anche quando aveva l'applicazione chiusa sul PC, e chiusa e rimossa dal background sui dispositivi mobili.

Il modo per fare sì che le App non risultino più online è mettersi non in linea sulla App prima di chiuderla. Più o meno, per le App iOS si fa così:
- iPhone: in basso a destra, "Mie Info", e poi Stato e si entra in una schermata in cui si può selezionare il proprio stato; scegliere "Non in linea"; questa è la procedura per chi ha un iPhone vecchio (3GS) come il mio, per chi è messo meglio l'interfaccia è un po' diversa ma mi aspetto che uno che usa Skype sappia anche sapersi mettere off-line
- iPad: tap in alto a sinistra sul proprio profilo (se si ha l'iPad in verticale bisogna fare apparire il proprio profilo tappando sul menù in alto a sinistra), e poi Stato e si entra in una schermata in cui si può selezionare il proprio stato; scegliere "Non in linea"

Ho scoperto anche una cosa molto interessante: un giorno ero in ufficio, sicuro di essermi messo off-line sull'iPad che avevo a casa, avevo l'iPhone con me sul quale ero off-line (e potevo verificarlo), ma anche quando chiudevo Skype sul PC i miei colleghi continuavano a vedermi on-line. Non capivo quindi quale dispositivo fosse ancora connesso. Così ho trovato dei comandi con cui si poteva indagare il problema:

/showplaces

Con questo comando, scritto in una chat con una persona qualsiasi (che non vedrà nulla), viene mostrato l'elenco dei dispositivi che sono collegati utilizzando lo stesso account che si sta usando in quel momento; nel mio caso il risultato era questo:

You have 2 online endpoints:
  {7022e954-4108-a34c-beef-3ff894b70612}) MyPC12345 Windows Skype
  {846cc943-be98-0e0f-be98-42c642c6be98}) iPad-di-Stefano iOS Skype

 
Ho visto così che, contrariamente a quanto pensavo, il mio iPad era collegato; evidentemente non mi ero messo off-line l'ultima volta che l'avevo usato.

A questo punto con questo comando:

/remotelogout

viene fatto il log-out, cioè ci si mette off-line, da tutti i dispositivi registrati con lo stesso account, tranne quello che si sta utilizzando (nel mio caso il PC); quindi usando questo comando, da stare in ufficio sono riuscito a mettere off-line l'iPad che avevo a casa.

Dopo avere fatto il log-out remoto, rifacendo /showplaces il risultato era questo:

You have 1 online endpoints:
  {7022e954-4108-a34c-beef-3ff894b70612}) MyPC12345 Windows Skype

 
Mettendosi quindi off-line sulle App per dispositivi mobili (sul PC non ce n'è bisogno) si ritorna al comportamento che conoscevamo prima che Skype introducesse questa - poco gradita - funzionalità.

Per chi fosse interessato ad altri comandi utilizzabili su Skype, qui si può trovare l'elenco con una spiegazione:

venerdì 22 agosto 2014

"Codice ID" di Telepass - Come averlo senza aspettare la fattura



Ho di recente sottoscritto il Telepass, sfruttando una offerta di Poste Italiane per i correntisti, grazie alla quale lo avrò gratuitamente per un anno.

Il problema che mi si è subito presentato è il reperimento del “Codice ID”.

Il Telepass prevede inizialmente l’invio delle fatture ogni 3 mesi. Dovendo però farmi rimborsare i pedaggi autostradali dalla azienda per cui lavoro, ho bisogno di scaricare i passaggi al casello – e relativi costi – alla fine di ogni mese. Questa cosa è facilmente fattibile dal sito Telepass, salvo il fatto di essersi creati un account. Quindi vado sul sito e provo a registrarmi; la procedura però richiede, oltre ai soliti Username e Password, di inserire questo famigerato “Codice ID”. Cliccando sul link che spiega cosa sia, si viene a conoscenza che questo codice si trova sulla fattura che riceviamo a casa.

Quindi… 
1) per registrarmi mi serve il “Codice ID”
2) Il “Codice ID” mi arriverà con la prima fattura, quindi tra almeno 3 mesi
3) Quindi non posso registrarmi se non tra almeno 3 mesi
4) Quindi non posso vedere i pedaggi effettuati

Visto che mi sembrava un problema in cui si incappa facilmente, ho cercato un po’ su internet per vedere se qualcuno aveva risolto l'enigma, ma per lo più si trovano lamentele o consigli sbagliati che non funzionano (es: utilizzare, al posto del “Codice ID”, il numero del contratto stipulato).

Scartabellando sul sito di Telepass sono finito nell’assistenza clienti:


Immagine 1


e ho scelto Sei nostro cliente ma non sei ancora registrato al sito , da qui si accede ad una form per inviare una richiesta a Telepass:

Immagine 2



si inserisce il proprio Codice Fiscale e la targa dell’auto che si è associata al Telepass (visto che il Codice Cliente potrebbe aprire nuovi dubbi su cosa sia), si “Invia” e si arriva qui:

Immagine 3


dove, tramite 3 drop list che appaiono una dopo l’altra si arriva a chiedere il “Codice ID”.

Appena si fa invia, però, si riceve una mail automatica che informa delle modalità con cui richiedere il “Codice ID”:

"Gentile Cliente,
siamo lieti di informarla che l'iscrizione a Telepass Club e la fruizione dei servizi disponibili sono completamente gratuiti.
Registrandosi a Telepass Club potrà accedere ad alcuni servizi che Telepass S.p.A. ha messo a disposizione dei propri Clienti, come la possibilità di ricevere e controllare le fatture ed i relativi elenco viaggi, di modificare le targhe dei veicoli alle quali è abbinato il telepass, etc.
Per effettuare la registrazione a Telepass Club deve 'cliccare' sulla voce 'registrati ora', presente nella Home Page del sito (a destra), e inserire un codice identificativo alfanumerico di sedici cifre (codice ID) che potrà trovare nelle fatture cartacee in alto a sinistra (da non confondere con il Codice Cliente che invece si trova in alto a destra sotto la ragione sociale) o nella specifica comunicazione inviataLe dalla Società Telepass. Dopo aver inserito il codice ID dovrà seguire le istruzioni fornite on-line che richiedono l'inserimento di una user-name e dell'indirizzo di posta elettronica.

Attenzione!!

In caso non dovesse disporre del codice ID, può chiederne la spedizione, inviando una richiesta sottoscritta dal titolare del contratto, corredata da documento d identità, tramite email o per mezzo fax ai seguenti numeri: 055-4202373 / 0554202734. La user-name per essere accettata dal sistema non deve essere stata utilizzata da altri Clienti registrati al sito e deve essere composta da un minimo di 5 ad un massimo di 20 caratteri alfanumerici.
L'indirizzo email inserito in fase di registrazione sarà utilizzato per l'inoltro di una email di notifica in cui vengono comunicati User-name e la password generata dal sistema e, in generale, in tutti i casi di reset della password o notifica di ricezione fattura inviata in modalità elettronica.

Cordiali saluti
Lo staff di Telepass.it"

A questo punto, mandare una mail mi sembrava complicato: bisogna scannerizzare i documenti, allegarli, e poi a che mail si scrive ??? Nel testo non è indicato nessun indirizzo, e la mail che si è ricevuta arriva dal classico noreply.
La strada del Fax mi sembrava anche peggio, quindi ho provato a chiamare al Numero Verde indicato all’Immagine 1.

Navigando un po’ nei menù di questo IVR, scegliendo di essere già cliente, e di avere problemi di accesso al sito, sono arrivato velocemente a parlare con una persona gentile che – dopo avermi chiesto un po’ di informazioni (targa, nome, data di nascita, ecc…) mi ha chiesto l’indirizzo email al quale volevo ricevere il “Codice ID” e dopo pochi secondi ho ricevuto la mail che lo conteneva !!!

Quindi, per chi ne avesse bisogno, il tragitto migliore è chiamare immediatamente il Numero Verde per chi è già cliente, e si risolve il problema velocemente.

martedì 19 novembre 2013

Rimborso Ryanair - III' puntata

L'interazione è andata meglio di quanto mi aspettassi. Dopo avere inviato la documentazione via posta cartacea (con una ricevuta di ritorno che non mi è mai arrivata), ho ricevuto una email in cui mi si chiedeva di compilare la parte del Certificato Medico presente ne Il Modulo che - causa inottemperanza del medico di mia sorella - non era stata compilata debitamente. Allegato alla mail c'era un pdf con la parte de Il Modulo relativa solo al certificato. Non posso certo attribuire questo "respingimento" ad un disservizio della compagnia assicuratrice visto che, da un punto di vista formale, Il Modulo in effetti da questo punto di vista peccava, o meglio, le informazioni richieste erano tutte presenti, ma non erano nel formato richiesto. Così, dopo una telefonata al medico per capire se i motivi per i quali si era rifiutato di compilare Il Modulo erano concreti o dovuti a bizzarria personale, e avendo appurato che delle due ipotesi la seconda era quella giusta, sono riuscito ad avere i fogli compilati come richiesto. Nel frattempo avevo risposto alla mail chiedendo se potevo inviare loro la documentazione che richiedevano via mail, anzichè spedire un'altra busta con costi connessi, e vista la risposta affermativa, ho scannerizzato questi nuovi fogli e li ho inviati come pdf.

Nel giro di pochi giorni (4-5 gg) ho ricevuto una risposta - sempre via mail - in cui mi si informava che la mia richiesta di rimborso era stata accettata, che l'importo sarebbe stato accreditato sul mio conto entro 20 giorni, e inoltre era presente l'importo del rimborso e un dettaglio di come era stato determinato. Ovviamente si trattava di una cifra inferiore a quella richiesta, ma - come precistato nella II puntata - io mi ero tenuto alto, considerando nel mio calcolo anche le tasse, anche se comunque la differenza tra il rimborsato e la mia proposta era maggiore di quanto mi aspettassi.

Così, partendo dalla spiegazione dei costi rimborsati da loro, mi sono addentrato nei dettagli della Lettera di Assenza che a prima vista mi era sembrata particolarmente complicata, e da questa indagine sono addivenuto alle seguenti conclusioni.

Quella sotto è uno stralcio impersonale della Lettera di Assenza in cui si vede lo spaccato dei costi:



Le voci possono essere così spiegate (i costi sono per 4 persone):

1) Tariffa per il volo di andata: è il costo netto del volo di andata
2) Tariffa e tasse per il volo di andata: sono le tasse del volo di andata
3) Tariffa per il volo di ritorno: è il costo netto del volo di ritorno
4) Tariffa e tasse per il volo di ritorno: sono le tasse del volo di ritorno
5) Spesa per passeggero (BADM): non so, Business Administration ?
6) Spesa per passeggero (CANX): non so, Cancellazione ?!?
7) Spesa per passeggero (ETS): Emission Trading System, un balzello di cui si trovano articoli vari
8) Spesa per passeggero (WC): è il costo del check-id online, WC = Web Checkin
9) Spesa per passeggero (BBG1): è il costo per l'unico bagaglio che avevamo previsto (forse se ne avessimo considerato più di uno, gli altri sarebbero stati BBG2, BBG3, ...)

Naturalmente i costi 2) e 4) non vengono considerati per il rimborso perchè si tratta di tasse. In realtà nella mail che mi ha mandato la compagnia assicuratrice, una nota informava che se si vuole richiedere il rimborso anche di queste allora bisogna rivolgersi direttamente alla Ryanair, ma visto l'importo esiguo non ho ritenuto opportuno imbarcarmi in un'altro tunnel burocratico come quello da cui stavo uscendo.

I costi 1), 3) e 8) sono stati considerati e divisi per 2, correttamente visto che richiedevo il rimborso per 2 persone su 4. Purtroppo questa divisione è stata applicata anche al costo del bagaglio 9), cosa sulla quale non mi trovavo d'accordo visto che il bagaglio era intestato ad una persona che non ha volato e quindi non abbiamo potuto imbarcare niente.

Non erano stati considerati i costi 5), 6) e 7) (BADM, CANX, ETS). Inoltre, per ogni persona, la compagnia toglie una franchigia di 15 euro, che comunque è prevista dal contratto.

La mail di rimborso concludeva con una frase che, riassunta, lasciava aperta la possibilità di chidere spiegazioni; questa cosa la considero un punto positivo, visto che generalmente - sebbene il testo di queste comunicazioni debba attenersi ad una gentilezza di prassi - si tende a scoraggiare il cliente a "disturbare" ulteriormente. Ho quindi approfittato per chiedere spiegazioni sulla determinazione del costo, chiedendo informazioni sulle voci di costo non considerate e sul frazionamento del costo del bagaglio.

E' comunque sbagliato accontentarsi in queste situazioni; queste compagnie infatti hanno tutto l'interesse a fare in modo che la gente parta completamente scoraggiata, pensando qualcosa come "ci provo ma non servirà a niente", e poi si senta miracolata quando la compagnia risarcisce, anche solo parzialmente, quanto dovuto; in questo modo il risarcito tende a sopravvalutare quanto riceve, proprio perchè inaspettato, e si accontenta anche di un importo minore, e il risarcente - contando su questo effetto - prova a lucrare sulla differenza tra quanto avrebbe dovuto sborsare e quanto effettivamente sborsato. Non insinuo che sia stato questo il caso ma - e qui parlo di opinioni personali, anche in considerazione della protezione che banche e assicurazioni godono da parte dei governi, oltre che da nutrite schiere di avvocati - non ritengo remota la possibilità che qualche compagnia... ci provi.

Ad ogni modo la mia richiesta di spiegazioni (e implicitamente di rivedere al rialzo l'importo rimborsato) è stata ignorata, e dopo un po' ho ricevuto il bonifico per la somma determinata dalla compagnia. Ho ritenuto non valesse la pena proseguire con la trafila per ottenere la differenza, anche perché temevo si dovesse ricorrere e impelagarsi in un pantano ancora più difficile.

Personalmente, viaggiando con persone equilibrate ed esponendosi per importi non rilevanti, ritengo non sia conveniente fare l'assicurazione, anche perché questa ha un costo fisso, non dipendente dal prezzo del biglietto, e quindi spendere 17 euro a persona per un biglietto da 50 euro è molto meno sensato che spenderne 17 per un biglietto da 500. Inoltre con il giochetto delle tasse esplicite e implicite una persona che spende 200 euro per un biglietto senza avere visibilità di come sia frazionato questo importo nelle sue varie voci di costo, potrebbe scoprire - al momento del rimborso - che 180 erano tasse interne, e quindi non soggette a rimborso, e 20 il vero prezzo del volo, da cui avere diritto solo alla restituzione di questi ultimi, meno la franchigia, meno le spese per avere tutti i documenti, meno lo sbattimento, meno bla bla bla... Non conviene.

domenica 27 ottobre 2013

Comprare una stampante - II° Puntata - Quale stampante ?

Una volta deciso che comunque si vuole comprare una stampante, nonostante quello che ho detto nella I° Puntata, sorge il problema di decidere quale.

Le stampanti laser costano troppo secondo me per un uso casalingo, sporadico, e soprattutto per l'uso di chi non è tanto propenso a stampare ma lo fa solo quando obbligato, come me, costo che tra l'altro è già alto per i modelli che stampano solo in bianco e nero, facendo sì che quelle a colori siano addirittura improponibili; inoltre si legge in giro che il toner delle stampanti laser faccia anche male alla salute, poiché è una polvere che - in quanto tale - un po' vola sempre e ha la tendenza a finire nei polmoni i quali, come è ovvio, non sono stati pensati per reagire correttamente alle microparticelle di toner.

Scartate le laser, e quelle ad aghi che andavano un bel po' di anni fa, rimangono le Inkjet, ovvero quelle a getto di inchiostro, ovvero stampanti che sparano delle micro goccioline di inchiostro sul foglio di carta.

Le stampanti che ho preso come riferimento sono queste due, considerando che come minimo dovevano essere WiFi, si potesse stampare da telefono o tablet, e avessero un display almeno un po' parlante per interagire con loro:

Canon Pixma MG 4250:
http://www.canon.it/For_Home/Product_Finder/Printers/Inkjet/PIXMA_MG4250/


Epson Expression Home XP-405:
http://www.epson.it/it/it/viewcon/corporatesite/products/mainunits/overview/11541

Il problema principale di questo tipo di stampanti è che se utilizzate infrequentemente tendono ad intasarsi. Infatti le micro goccioline di inchiostro che sparano sono veramente micro, si parla di circa 3 Pico Litri, dove Pico è una unità di misura pari a un bilionesimo di litro, cioè un milionesimo di milionesimo di litro. Per fare un parallelo un Pico è l'equivalente di un Tera, ma dalla parte opposta, cioè partendo da un litro se lo moltiplichiamo per 10 abbiamo un Deca-litro, per 100 abbiamo un Etto-litro, per 1.000 abbiamo un Kilo-litro... se lo moltiplichiamo per 1 milione di milioni abbiamo un Tera-litro, che è poi la stessa cosa di un Tera-byte. Se invece di moltiplicare il litro lo dividiamo, allora se lo dividiamo per 10 abbiamo un Deci-litro, per 100 un Centi-litro, per 1.000 un Milli-litro... e se lo dividiamo per 1 milione di milioni abbiamo un Pico-litro. Ecco, le goccioline di inchiostro che spara una stampante Inkjet sono di qualche Pico-litro, generalmente per i modelli casalinghi da 2 a 6 Pico-litri. E' quindi immaginabile che gli ugelli che sparano queste goccioline abbiamo un buchino veramente infinitesimale, e quindi non è difficile immaginare che - se usate poco - un po' di inchiostro possa seccarsi e si otturino con una certa facilità. (Ci sarebbe anche da chiedersi come simili meraviglie possano costare meno di una polo appena un po' di marca). Per evitare che gli ugelli si intasino si possono fare delle procedure di pulizia delle testine della stampante, che però si dice consumino molto inchiostro, e - come vedremo - il costo dell'inchiostro è tutt'altro che trascurabile.

Ovviamente quando le testine si sono intasate non sono più utilizzabili e la stampante sarebbe da buttare, a meno che qualcuno sia in grado di andare a sturare un ugello pensato per fare passare una goccia di liquido di 5 milionesimi di milionesimo di litro.

Approfondendo il discorso si scopre che la Canon ha risolto il problema mettendo le testine di stampa direttamente sulla cartuccia di inchiostro. Questo significa che se le testine si intasano è sufficiente cambiare la cartuccia e si hanno automaticamente testine nuove e pulite. La Epson invece ha le testine fisse nella stampante, e quindi sembrerebbe che la prima marca sia migliore della seconda. Approfondendo ancora per capire perchè anche la Epson non abbia adottato la soluzione delle testine cambiabili insieme alle cartucce come ha fatto la Canon, ho scoperto che ci sono due meccanismi per sparare l'inchiostro sulla carta: Termico e Piezoelettrico. A grandissime linee (e non dirò che il motivo per cui rimango generico è non tediarvi, ma in realtà rimango generico perchè non saprei addentrarmi ulteriormente nell'argomento) quello Termico scalda la gocciolina di inchiostro fino a quando questa, per l'espansione dovuta all'aumento di calore, viene espulsa sulla carta, mentre quello Piezoelettrico deforma un cristallo fatto di qualcosa e questa deformazione lascia passare la gocciolina, che quindi non ha bisogno di essere scaldata. Per questo motivo la Epson sostiene che nel suo caso le testine non si intaseranno e quindi non ha bisogno di metterle sulle cartucce, e sempre per questo motivo le stampe della Canon appena fatte hanno un po' quell'effetto bagnato dovuto al fatto che la gocciolina quando arriva sulla carta è bella calda e quindi ha bisogno di raffreddarsi prima di asciugarsi.

Ma le differenze non sono finite: queste stampanti usano 4 colori per stampare: il nero che viene principalmente usato per il testo e per le cose in bianco e nero, e poi azzurro, magenta, e giallo, e con questi si riescono a fare tutti i colori, come nell'immagine sotto:

La stampante Canon funziona con 2 cartucce; una per il nero, e una con tre serbatoi per i 3 colori. Questo significa che se finisce uno dei tre colori la cartuccia è da cambiare anche se degli altri due colori c'è ancora molto inchiostro, e questo è ovviamente uno spreco (un mio collega in pausa pranzo mi ha detto che ci sono software per cui se un colore finisce allora la stampante usa gli altri due per creare quello esaurito, ma - supponendo che finisca il giallo e stando alla figura sopra - non capisco come l'azzurro e il magenta combinati insieme possano supplire alla mancanza di giallo). Oltre allo spreco di dovere cambiare una cartuccia perchè uno solo dei tre colori è esaurito le cartucce Canon hanno motivo di costare di più in quanto non sono solo dei serbatoi ma hanno le testine integrate.

La stampante Epson invece funziona con 4 cartucce, una per ogni colore, e quindi se un colore si esaurisce basta cambiare la cartuccia di quello e usare gli altri fino ad esaurimento (ma bisogna fidarsi del fatto che queste testine Piezoelettriche non si intasino anche loro come le altre).

Quindi? Quindi non è per niente ovvio quale delle due sia la migliore scelta, e tenete presente che abbiamo valutato solo due degli aspetti che si dovrebbero considerare, non abbiamo cioè considerato la risoluzione della stampa, la velocità, la resa dei colori, la qualità nella stampa di testo e invece quella nella stampa di fotografie, le specifiche della funzione scanner, le specifiche della fotocopiatrice, l'interfaccia, il peso, la rumorosità e la bellezza dell'oggetto (perchè no?).

Vi farò sapre cosa ho comprato, se mai la comprerò.



Rimborso Ryanair - II° puntata - Il Modulo

Una volta procurata la Lettera di Assenza (che ho descritto nella I° Puntata) ci si mette a caccia di come si fa a fare la richiesta di rimborso, e dopo un po' di navigazione a vista si approda a scaricare un PDF che contiene ... Il Modulo.

Avere una laurea in Giurisprudenza e qualche anno di praticantato in uno studio notarile è sicuramente d'aiuto nel compilare Il Modulo, il quale - ancora - sembra fatto apposta per scoraggiare anche la persona più determinata dal compilarlo e inviarlo. Il Modulo consta in 14 pagine di domande, spesso non chiare, e negli altri casi poco chiare, che hanno lo scopo di raccogliere le informazioni per cui il rimborso viene richiesto. Non è chiarissimo dove vada inviato perchè girovagando per le FAQ a volte si trova che bisogna mandare una mail (alla quale molto probabilmente si otterrà una risposta automatica, come nel caso della Lettera di Assenza), a volte ad un indirizzo diverso, ma nella seconda pagina de Il Modulo si trova un indirizzo fisco (postale) in Inghilterra, precisamente nella sconsciuta cittadina di Hoddesdon.

A questo punto è naturale chiedersi se compilarlo in italiano o in inglese; Il Modulo effettivamente è in italiano, e quindi compilarlo in inglese sarebbe quantomeno strano, ma è naturale che sorga il dubbio che magari scrivere parole come "laringofaringite" e "chiedo il rimborso per annullamento" possano diventare un'altra scusa per farsi rimbalzare Il Modulo in quanto non comprensibile. Alla fine l'ho compilato in italiano. Le domande a volte si ripetono, in forme diverse, ma chiedono info già richieste qualche pagina prima, forse allo scopo di prendere in castagna il compilatore in caso di contraddizione.

Ad ogni modo è veramente poco chiaro; ci si scontra con il linguaggio burocratico che è quello che ti fa tirare degli accidenti ogni volta che c'è da compilare qualcosa legato alla Pubblica Amministrazione.

Nel caso di malattia è anche necessario fare compilare alcune pagine dal proprio medico, che deve apporre firme e timbri. Nel mio caso, come detto nella prima puntata, la richiesta è per la malattia di mia sorella, malattia che ha impedito anche a mia nipote (figlia di mia sorella) di viaggiare in quanto minorenne; in questo caso non è chiaro come debba essere compilato visto che il richiedente del rimborso sono io (che ho pagato il volo), ma richiedo il rimborso per un'altra persona (mia sorella), e anche per una seconda (mia nipote) il cui annullamento è una conseguenza. Tutte queste cose aumentano il rischio di commettere errori, di non rispettare le richieste (semplicemente perchè Il Modulo non è sufficientemente generico per contemplare anche queste situazioni), e quindi di vedersi rifiutare il rimborso. Nel mio caso si è messo di traverso anche il medico di mia sorella, il quale si è dimostrato poco incline ad ottemperare alla richiesta di apporre la propria firma et timbro sul famigerato Il Modulo, e non si capisce bene il perchè visto che non stavamo certo chiedendogli di dichiarare il falso. Così ci ha fornito, oltre al Certificato Medico, un foglio con le proprie generalità, firma e timbro che avrebbe dovuto sostituire - secondo lui - la compilazione delle ultime due pagine, foglio che ho allegato insieme a tutto il resto.

Un altro punto è la cifra di cui si chiede il rimborso; infatti la cifra che io ho pagato è un totale che comprende: volo per 4 persone + tasse varie + costo dell'assicurazione. E quindi sorge il dubbio di quale sia l'importo da dividere per 4 e moltiplicare per due. Alla fine ho deciso di fare: (volo + tasse) / 4 x 2, contando sul fatto che se chiedo di più di quello a cui ho diritto ci penseranno loro a fare il calcolo giusto e darmi di meno, mentre se chiedo di meno di quello a cui ho diritto dubito fortemente che mi daranno il giusto, cioè più di quello che ho chiesto.

Alla fine, diciamo che ho compilato tutto quello che il buon senso mi suggeriva e ho allegato a Il Modulo ben 7 documenti:

a) l'email della Ryanair con il codice di prenotazione (quella che arriva appena confermata la prenotazione)
b) l'email della ricevuta Ryanair (che arriva qualche giorno dopo la conferma della prenotazione)
c) l'email della seconda ricevuta, in quanto dopo avere prenotato il volo ho deciso di aggiungere un bagaglio da imbarcare che ho provvidamente deciso di intestare a mia sorella, e che quindi non abbiamo potuto usare (ho anche chiamato il call center, sempre a X euro al minuto, per chiedere se si poteva spostare il bagaglio da una persona ad un'altra, ma non c'è stato verso)
d) la Lettera di Assenza
e) la copia della carta di identità di mia nipote per dimostrare che è veramente figlia di mia sorella (colei per la quale c'era un certificato medico a giustificare la richiesta), visto che per ovvi motivi ha un cognome diverso
f) il certificato medico
g) il famigerato foglio con i dati del dottore restio a compilare la parte di sua competenza

Ho scannerizzato tutta 'sta carta - per conservare per me una copia del tutto - e poi ho infilato i fogli in una busta e spedito il tutto a Hoddesdon per la modica cifra di 9,75 euro.

Continua.

sabato 12 ottobre 2013

Comprare una stampante - I° Puntata - La stampante non serve

Stampare delle informazioni sulla carta è un retaggio del passato. Le informazioni oltre all'utilità ìnsita nell'informazione stessa, hanno il pregio di essere distribuite e condivise all'infinito. Una mela è una mela, se la do ad un'altra persona non ce l'ho più io, se l'altra persona me la restituisce non ce l'ha più lei. Una informazione che posseggo io posso darla ad un altra persona e il risultato finale è che entrambi possediamo quell'informazione. L'altro punto è la velocità con cui questa informazione è distribuibile; se per passarla ad un'altra persona devo riportarla su un supporto fisico e poi spostare questo supporto nello spazio passerà molto tempo. Uno scienziato di 200 anni fa scriveva una sua scoperta su carta, poi la spediva tramite un corriere che - a cavallo - la portava a 300 km di distanza per condividerla con un altro scienziato, arrivando 1 mese dopo. Le informazioni in formato elettronico possono essere mandate ovunque nel mondo in meno di 1 secondo, mentre se vengono trasferite sulla carta devono viaggiare nello spazio, non più a cavallo, ma con auto, treni e aerei. Un esempio di questa aberrazione è quello che segue: l'azienda A crea una fattura con il computer; la fattura viene stampata, imbustata e spedita; dopo 5 giorni in cui ha viaggiato su furgoni, camion, e motorini da postino, arriva all'Azienda B; un impiegato dell'Azienda B apre la busta, legge la fattura e la inserisce nel computer dell'Azienda B. La fattura passa dallo stato elettronico, allo stato fisico, e poi di nuovo allo stato elettronico. Un altro caso è che l'Azienda A mandi la fattura all'Azienda B via fax. È più moderno, riduce il tempo di spostamento ma aumenta i cambi di stato. La fattura è creata sul computer e quindi è fatta di bit; viene stampata e quindi passa su carta; il fax la legge la carta e la trasforma in bit per inviarla via telefono; il fax che la riceve trasforma i bit in carta; e alla fine l'impiegato dell'Azienda B la ritrasforma in bit inserendola nel computer. La fattura creata sul computer dell'Azienda A, avrebbe potuto viaggiare e arrivare al computer dell'Azienda B in qualche decimo di secondo senza mai transitare nello stato fisico. Le informazioni quindi, se mantengono il loro stato elettronico, possono viaggiare ovunque a tempo zero, mentre se passano ad uno stato fisico hanno la limitazione di doversi spostare nello spazio con dispendio di tempo e mezzi di trasporto.

Un altro motivo per cui la gente stampa è quello di avere disponibili le informazioni senza dovere accendere il computer: trovo un articolo interessante ma non ho tempo per leggerlo subito, allora lo stampo, e poi lo leggo quando posso, mentre viaggio su un treno, sotto l'ombrellone, o in qualsiasi altro posto dove non ho la possibilità di riaccendere il computer per andare a leggerlo. Questa necessità è ormai superata dal fatto che smartphone, tablet e la rete cellulare, permettono di accedere alle informazioni ovunque ci troviamo, anche in mobilità, in treno, mentre mi sposto su una tangenziale o aspetto che arrivi l'autobus.

Per questi motivi l'utilizzo delle stampanti è sempre più superato; negli uffici furoreggiano ancora perché questi sono legati a regole di archiviazione dettate da leggi pensate 50 anni fa (ridicoli i mega armadi metallici in cui si stipano i raccoglitori di documenti cartacei che in formato elettronico starebbero su una scheda di memoria di 1 cm x 1 cm e sottile come un francobollo), mentre nell'utilizzo casalingo vengono usate principalmente per stampare fotografie, e anche qui sfugge il motivo perché le foto oggi sono fruibili in 1000 modi quando sono elettroniche (Facebook, Twitter, email, ...) mentre sono ingombranti ed estremamente immobili una volta che sono su carta, oltre a scolorire.

Per rendersi desiderabili quindi, le stampanti sono state arricchite di funzionalità come quella di essere fotocopiatrici e scanner. Quest'ultima è la più interessante, soprattutto perché è l'opposto di una stampante, cioè trasforma la carta in informazioni elettroniche, con tutti i vantaggi di cui abbiamo parlato prima. Per esempio, le assicurazioni online inviano i contratti di assicurazione ai clienti via email; questi contratti devono essere restituiti firmati all'assicurazione, quindi il cliente deve stamparli per poterli firmare, e poi ha due possibilità: 1) restituirli firmati per posta 2) scannerizzarli e inviarli via email. Se esistesse un concetto di firma elettronica non ci sarebbe nemmeno il bisogno di stamparli. Un altro caso è quello delle assicurazioni personali che rimborsano le spese mediche; solitamente l'assicurato deve inviare per posta le richieste del medico e le fatture degli ospedali o centri medici; ultimamente tutte si stanno attrezzando per ricevere questi documenti via email e per avere siti che permettano di caricare questi documenti dal proprio PC, per cui uno scanner è utile per trasformare tutta 'sta cartaccia in immagini che viaggiano ovunque molto più facilmente (ovviamente sarebbe meglio che anche le richieste del medico e le fatture degli ospedali nascessero in formato elettronico e non passassero mai allo stato cartaceo).

A questo punto bisogna scegliere la stampante multifunzione da comprare.

Continua.